Quando la scuola insegna a diventare grandi, la lettera di un papà

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Fa notizia la lettera di un papà inviata al sito InfoVercelli.it che ringrazia gli insegnanti e la scuola per essere andati al di là delle semplici lezioni, ma di aver insegnato a suo figlio a diventare grande. Ecco il testo:

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Gentile direttore,

Mapifin

vorrei raccontare un piccolo miracolo che si è compiuto oggi all’Istituto Comprensivo Ferrari di Vercelli, nella classe V A della scuola Primaria recentemente intitolata a Carlo Angela.

Premetto che mi riferisco a questo Istituto e classe perché coinvolto in prima persona, senza escludere il fatto che la medesima circostanza si sia verificata in altri plessi scolastici. Ebbene, a titolo del tutto personale in quanto coinvolto mio figlio Edoardo, posso raccontare che oggi, in una scuola pubblica italiana, nell’ultimo giorno del calendario scolastico, si è compiuto, come detto all’inizio, un piccolo ma grande miracolo.

Al termine delle lezioni i ragazzi della V A sono usciti piangendo, commossi.

Non un pianto liberatorio per la fine delle lezioni, ma lacrime e abbracci con i compagni perché la scuola era finita. Gli alunni i si sono resi conto che il percorso della loro classe, fatto non solo di nozioni ma anche e soprattutto di vita, era giunto al termine con il suono della campanella. E così le tanto agognate vacanze estive si sono trasformate in un’occasione di maturità e crescita dove i ragazzi, perché chiamarli solo bambini sarebbe riduttivo, si sono improvvisamente resi conto che quell’ultimo giorno rappresentava il paradigma di quei cinque anni di crescita trascorsi assieme dove, giorno dopo giorno, hanno affrontato le prime difficoltà, i momenti di gioia, di condivisione e ludici. Questa volta però, a differenza delle altre, i nostri scolari hanno avuto la consapevolezza che al rientro a settembre, dovranno affrontare un nuovo percorso di studi con nuovi compagni.

Dove sta il miracolo? Esso risiede proprio nel fatto che, al di là degli aspetti nozionistici egregiamente svolti, le insegnanti e la scuola stessa hanno insegnato ai nostri figli un’etica sociale che si porteranno dietro per tutta la vita.

Quando un bambino si commuove per un addio che ha dovuto dare a compagni e maestre, i quali sono stati una seconda famiglia per cinque anni, ecco, allora significa che la scuola ha funzionato perché ha trasportato un frammento di quei piccoli verso una dimensione più adulta e consapevole, aspetto ancor più importante di un dieci in matematica, storia, italiano, inglese o geografia.

Buone vacanze ragazzi.

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