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Le barbarie sui licei musicali

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di Marco Gaudino, insegnante e musicista– qui il suo libro La scuola dentro

Lo studio della musica nei Conservatori in Italia ha sempre prodotto degli ottimi professionisti, nonche’ esecutori e compositori che hanno caratterizzato la storia della musica nel mondo; a parte qualche ingiustizia compiuta su un caro e grande musicista che si chiamava Giuseppe Verdi, bocciato all’esame di ammissione. Si accedeva dopo la terza media quando ancora il titolo significava competenze acquisite.

Oggi molto spesso, un diploma di scuola media superiore non e’ sempre titolo referenziale di competenze acquisite per proseguire gli studi universitari e forse per questo alcuni alunni delle Universita’ si perdono o arrivano tardi al conseguimento della laurea.
Oggi non esistono piu’ i diplomi di musica ma esistono le lauree di Musica.

In conservatorio si accede dopo il diploma della scuola secondaria di primo grado conseguito in un liceo musicale. Da poco tempo non e’ piu’ proprio cosi’. Ritornando agli studi musicali antichi; in conservatorio si accedeva dopo la terza media e si studiava davvero. Gli alunni avevano voglia di studiare uno strumento musicale e soprattutto tempo per farlo.
Oggi il conservatorio di musica sembra aver perso il suo specifico ruolo accademico: possiamo dire che era un luogo dove diventavi ciò per cui avevi studiato.

Lentamente sono cambiate tante cose nella nostra maltrattata nazione, in ambito musicale sono iniziate una serie di cose veramente spiacevoli: la mancanza di fondi per concerti, la chiusura delle orchestre. Tuttavia si iniziava a dare la possibilita’ nelle scuole medie, poi diventate secondarie di primo grado, di studiare uno strumento musicale agli iscritti che ne facessero richiesta.
Dopo l’ingresso in Europa, su riforma Moratti, iniziarono a nascere in Italia i Licei musicali.

Erano e sono degli Istituti in cui si studiano le materie musicali secondo il seguente schema di orario, piu’ o meno generale… esce una legge al giorno sui licei, ahime!

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I Licei dovevano sostituire quello che si faceva nei conservatori di musica nei primi cinque anni e supportarlo con gli studi umanistici. Si accede su esame di ammissione ed il programma era libero e deciso dagli stessi docenti delle varie discipline strumentali inseriti nelle istituzioni stesse.

Si decise di utilizzare per gli insegnamenti musicali specifici, i docenti di strumento musicale inseriti di ruolo nelle scuole medie ad indirizzo musicale e i docenti di Musica delle stesse secondarie di primo grado che ne facevano richiesta su una base di utilizzazione e graduati per punteggio in relazione ad anzianita’ di servizio svolto sul ruolo di appartenenza.

Si studiavano e si studiano due strumenti musicali: un primo strumento scelto dal candidato all’ammissione e su cui verte l’esame e un secondo strumento deciso dalla commissione.

Barbarie numero uno
Molti colleghi che avevano richiesto l’utilizzazione sui licei, lasciate le loro cattedre alle medie in balia dei supplenti e di molti dirigenti che iniziavano a vederli come un impedimento al regolare funzionamento dei corsi di strumento delle scuole da loro dirette, si sono ritrovati al momento della legge che ne prevedeva il passaggio di ruolo sui posti da loro coperti per diversi anni, nella seguente situazione:
Si davano i posti a cattedre di strumento musicale formatesi sui licei divise al cinquanta per cento con vincitori di concorso frutti di un concorso bandito al fine di trovare candidati per insegnare, quando invece gli insegnanti gia’ si trovavano sui posti occupati, ossia gli utilizzati. Molti docenti dopo anni di servizio si sono ritrovati scaraventati alle medie di nuovo, in quanto non rientrati nel cinquanta per cento dei posti a loro riservati. I commissari di concorso atti a reclutare i nuovi docenti erano stati gli stessi colleghi delle medie utilizzati nei licei a cui veniva negato il passaggio di cattedra in priorita’ assoluta.

Barbarie numero due
Dopo che i docenti utilizzati avevano prodotto richiesta di passaggio di cattedra, con la speranza di rientrare nel cinquanta per cento dei posti a loro riservati, il MIUR con apposito decreto dimezzava le ore di primo strumento, ledendo sia gli alunni iscritti al liceo e dimezzando le cattedre a disposizione per i passaggi. Dopo ricorsi e cause vinte, il MIUR fa ricorso al consiglio di Stato.

Barbarie numero tre
Molti docenti sono stati eliminati dai licei musicali scalzati dai vincitori di concorso e sono rimasti dentro gli utilizzati che non avevano sui loro licei al momento dei passaggi di ruolo, delle cattedre formate.
Ogni docente utilizzato sui licei ha diritto, per legge, alla continuita’ sulle proprie ore nel solo liceo di utilizzo con priorita’ assoluta rispetto a qualunque collega che ne facesse richiesta e che non ha insegnato su quel liceo.
Questo tipo di sistema ha visto uscire fuori dagli stessi licei diverse persone con piu’ anni di servizio di quelli che sono restati, solo perche’ scalzati dai vincitori di concorso che hanno trovato cattedre formate e richieste su quei licei.

Barbarie numero quattro
In diversi licei si sono formate piu’ sezioni sullo stesso strumento e nell’ambito del liceo stesso.
Oggi non e’ certo che queste sezioni verranno autorizzate.
Questo meccanismo, se verra’ attuato, mandera’ in futuro persone in soprannumero e non da possibilita’ di rientrare ai docenti usciti fuori dal sistema.
Barbarie numero cinque detto:
Decreto sull’armonizzazione dei percorsi formativi della filiera artistico musicale adottato ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.60 e del decreto 382/2018
I licei musicali che dovevano sostituire il percorso dei primi anni di conservatorio, dando la possibilita’ ai ragazzi di frequentare una scuola secondaria di secondo grado detta Liceo Musicale, oggi cambia. Inutile dire che si modifica a scapito della diffusione dei Licei in questione e della serenita’ del loro personale in esso assunto.

La nuova normativa in oggetto prevede che i Conservatori di Musica possano ospitare i corsi di strumento musicale anche senza conseguimento del diploma di scuola secondaria di primo grado attraverso corsi Preaccademici. Gli alunni possono frequentare contemporaneamente a detti corsi qualsiasi scuola secondaria di secondo grado:

Art. 4
Convenzioni con scuole secondarie di secondo grado
1. Al fine di favorire la promozione della produzione artistica e della formazione musicale e coreutica di base, le Istituzioni, possono stipulare convenzioni con scuole secondarie di secondo grado, diverse dai licei musicali, le quali devono prioritariamente disciplinare le modalità per consentire agli studenti la contemporanea frequenza dei corsi propedeutici e quelli della scuola secondaria e le opportune forme di orientamento per favorire l’accesso ai corsi accademici di primo livello degli studenti.
2. Nelle Convenzioni di cui al comma 1sono altresì indicate: a) le modalità di riconoscimento dell’impegno dello studente sia nella frequenza delle attività formative che nello studio individuale; b) gli eventuali obblighi di frequenza dei corsi propedeutici; d) le modalità per l’attivazione di eventuali iniziative congiunte nell’ambito della produzione artistica; e) la durata della convenzione.

Barbarie numero sei
La barbarie numero sei e’ relativa ai programmi di ammissione nei licei musicali oggi stabiliti e non piu’ gestiti dai singoli docenti delle istituzioni liceali stesse.
In un tipo di Istituzione come quella del Liceo Musicale che a questo punto non si sa piu’ cosa sia, se non un mettere a posto le carte con l’Europa, lasciate la possibilita’ ai docenti di decidere un programma di esame di ammissione ai corsi, come era stato precedentemente stabilito.
Invece si definiscono i programmi di ammissione che, a mio avviso, non sono assolutamente in linea con quelli che si svolgono nelle scuole medie ad indirizzo musicale, viste solo come scuole di orientamento a questo punto?
La barbarie piu’ grande e’ che il tipo di sistema puo’ favorire giri di lezioni private!

Concludo questo sfogo sui Licei Musicali di cui sono stato vittima, perdendo la mia cattedra ad opera di un sistema balordo di reclutamento, rimandandovi ad una vecchia canzone di Franco Califano: La Musica e’ Finita.
Forse sarebbe stato meglio concludere con l’Inno alla Gioia di Beethoven.
P

urtroppo le orchestre per eseguirlo professionalmente sono davvero poche, e ne saranno sempre di meno, se non si ridara’ ad ogni citta’ la sua orchestra!

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