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Fumata nera al Quirinale, l’ira del presidente Mattarella e la preoccupazione per l’Italia

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mattarella

di Arnaldo Capezzuto

Un presidente della Repubblica, Sergio Mattarella a limite della pazienza. Si, aspettava dal colloquio con il leader della Lega, Matteo Salvini e il capo del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, almeno dei punti concreti per cominciare a stilare una sorta di agenda istituzionale e così dare il via a veloci consultazioni e assegnare un pre-incarico.

Invece, l’inquilino del Colle ha posto una serie di domande che dava per scontate le risposte e invece si è trovato di fronte a distinguo, sottolineature, contraddizioni e distanze.

Il capo del Quirinale si è accigliato e non poco. E’ stato in silenzio. Non ha voluto sapere nel merito le questioni fino a quando si è sentito chiedere all’unisono : “Ci occorre qualche altro giorno per appianare una serie di questioni”.

Dopo selfie, interviste, narrazioni mitiche – stiamo scrivendo la storia – manca l’intesa e il nome del premier e più che altro vengono fuori distanze preoccupanti su alcuni punti del contratto.

Alla fine il presidente Mattarella si è visto piovere addosso la richiesta di almeno altre 48 ore di tempo per limare alcune differenze e meglio armonizzare il programma per far decollare il governo Lega-M5S.

Il convincimento è di un improvviso stop tra le due formazioni politiche. Forse pesa la contrazione della Lega che si è vista improvvisamente un Silvio Berlusconi in grande spolvero e il timore che proprio l’ex cavaliere possa giocare di rimessa e sferrare un attacco.

Dall’altro canto il capo politico dei 5 Stelle Di Maio comincia a registrare le tensioni che via social si riversano sul suo operato e soprattutto il ‘silenzio’ rumoroso degli altri leader dei pentastellati.

A rompere il silenzio è il leader del Carroccio: “Il governo parte se può fare le cose. Se capiamo che non possiamo non cominciamo neanche e nessuno si scandalizzi se abbiamo chiesto qualche altra ora al presidente Mattarella”.

“Se saremo abbastanza bravi a trovare la quadra si parte senza problemi, ma non vogliamo prendere in giro il presidente della Repubblica e gli italiani”. E poi svela: “Su qualche punto importante come le infrastrutture ci sono ancora visioni diverse”.

“Il tema giustizia è centrale: processi più brevi, anche su questo partiamo da posizioni differenti e io sono in questa veste non solo da leader della Lega, perché non voglio rompere l’alleanza di centrodestra” – ha aggiunto-. E infine Salvini ha ringraziato anche “Berlusconi e Meloni per la possibilità di tentare di dar vita a questo governo senza spaccare l’alleanza di centrodestra”.

Scuro in volto Di Maio che ha detto: “Abbiamo aggiornato il presidente della Repubblica su come stiano avanzando le varie interlocuzioni tra M5s e Lega su quello che è il contratto di governo”.

“L’accordo di governo è il cuore di questo governo di cambiamento che siamo intenzionati a far partire il prima possibile”.

E sottolinea: “Il programma di governo per cinque anni e sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e soddisfatti del clima che si respira, ma soprattutto dei punti che si stanno portando a casa su temi come la legge Fornero, la lotta agli sprechi, la lotta alla corruzione, il carcere per chi evade, il fisco”.

Ma, le difficoltà ci sono e lo stesso presidente della Repubblica ne è cosciente e comincia a spazientirsi e non poco. L’Italia rischia grosso.

Le scadenze si avvicinano e occorre un governo forte che sappia iniziare a far sentire la propria voce nell’autorevolezza e pienezza dei poteri.

Ciò che preoccupa il Colle è soprattutto la situazione internazionale e l’assenza del nostro Paese dal dibattito europeo e la stabilità economica.

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