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Gianfranco Scialpi: Classi pollaio e il diritto di ogni studente ad avere la migliore formazione

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Classi pollaio  e diritto allo studio. La suddetta soluzione organizzativa non è costituzionale. Diversi pronunciamenti lo confermano, come quello del T.A.R. della Sicilia. Purtroppo l’Amministrazione rimane insensibile, anche in presenza dei diversamente abili.

Genitori attenti alla formazione

Ogni tanto si incontrano genitori che considerano la scuola come un’istituzione formativa. Genitori che non accettano il canovaccio della  lamentela, che se non porta ad un’azione, diventa un’apologia indiretta dell’esistente. Quest’ultimo è caratterizzato dal dominio del finanzcapitalismo (L. Gallino), che si declina nei nuovi verbi dell’ottimizzazione delle risorse, del contenimento dei costi…

Quando il coraggio porta a dei risultati concreti

Il coraggio di alcuni genitori ha portato il T.A.R. della Sicilia a pronunciarsi sulla classe pollaio costituita da 24 alunni di cui 4 diversamente abili.  La sentenza ha ribadito il principio costituzionale del diritto allo studio sostanziale, formalizzato dall’art. 3  comma 2 della nostra Carta, contrapposto a quello formale  di una “scuola aperta a tutti” ( art.34 ). Non poteva essere diversamente. E’ un esempio di supplenza della magistratura che ricorda alla politica i suoi errori, i suoi cedimenti al mantra della finanza, come nuovo “Vitello d’oro”.

La sentenza, un duro attacco alle classi pollaio

Si legge sul portale di Edscuola: “La sentenza accoglie la tesi, da noi sostenuta e già condivisa dal TAR, che in casi del genere, il numero di alunni per ciascuna classe (iniziale, intermedia o finale) non può superare il tetto di venti unità, come previsto dall’art. 5, comma 2, del D.P.R. n. 81/2009: “Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni …”. Un limite che deve permanere anche nelle classi successive, infatti – continua la sentenza – “una lettura improntata a parametri di logicità impone di ritenere che, in presenza di alunni disabili, il limite dei venti alunni previsto per le «classi iniziali» debba considerarsi valido per tutte le classi”.
Siamo di fronte ad un’altra sentenza dagli effetti dirompenti, che rimette in discussione il modo in cui vengono formate le classi in presenza di alunni disabili e la logica del risparmio che attraversa la politica scolastica negli ultimi anni.”

Eppure…

In questi giorni si stanno concludendo le operazioni per il prossimo anno scolastico. Non arrivano buone notizie da alcune regioni. Si costituiscono o confermano classi con più di venti alunni e in presenza di diversamente abili. Da qui il messaggio: la Costituzione, la più bella del mondo, è un bel testo, da studiare e celebrare. Niente più!

 

Gianfranco Scialpi

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