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Mangialavori (Fi): “Sentenza Plenaria per i DM, cosa intende fare il Miur per scongiurare l’esclusione dei precari?”

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 “Il Ministro dell’Istruzione faccia quanto in suo potere per scongiurare il rischio che migliaia di precari della Scuola vengano esclusi dalle graduatorie per l’immissione in ruolo”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori in una dichiarazione a commento di un’interrogazione urgente firmata assieme ai colleghi Bernini, Caliendo e Causin.

“Dopo l’ultima pronuncia giurisprudenziale – aggiunge Mangialavori – circa 55 mila docenti potrebbero essere impossibilitati a proseguire la professione, per via dell’assenza di titoli non richiesti al principio della loro attivita’ scolastica. La riforma della Scuola del 1990 ha previsto livelli di qualificazione differenziata per l’abilitazione all’insegnamento nella Scuola primaria e secondaria e l’obbligo, per i docenti delle materne e delle elementari, di non prescindere da una formazione universitaria. Prima delle modifiche, invece, l’abilitazione necessaria per l’accesso ai concorsi per l’immissione in ruolo nelle scuole elementari si otteneva con il solo diploma magistrale. Dopo la riforma, tuttavia era stato introdotto un regime transitorio che salvaguardava il valore legale dei titoli di studio gia’ acquisiti, di modo che anche i docenti non laureati avrebbero potuto partecipare alle sessioni di abilitazione all’insegnamento nella Scuola materna ed elementare. E infatti, sulla scorta di quel decreto ministeriale, i tribunali amministrativi hanno accolto numerosi ricorsi di insegnanti che sono cosi’ riusciti a ottenere il diritto a essere inseriti nelle graduatorie a esaurimento, utili per le immissioni in ruolo. La sentenza 11 del dicembre scorso del Consiglio di Stato, pero’, ha ribaltato tutto e stabilito che le assunzioni a tempo indeterminato di docenti con diploma magistrale prima del 2001-2002 non sono valide, e che quindi il solo possesso di quel titolo di studio non e’ sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie a esaurimento degli insegnanti. Significa che migliaia e migliaia di precari, da anni al lavoro negli istituti scolastici di tutta Italia, corrono il serio pericolo di non essere mai stabilizzati”.

Da qui la richiesta di Mangialavori, Bernini, Caliendo e Causin al Ministro dell’Istruzione di “spiegare quali iniziative intenda adottare in riferimento all’ultima sentenza del Consiglio di Stato e di chiarire quali interventi siano stati messi in campo per tutelare il ruolo e la continuita’ professionale di questi docenti”.

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