La scuola oggi? Più pericoli che soddisfazioni

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di Martina Gaudino

E’ trascorso quasi un anno da quando la Fedeli, in diretta a L’Aria che tira, disse che un insegnante dovrebbe guadagnare 3mila euro al mese. Una dichiarazione che se da una parte suscitò immenso clamore nella comunità scolastica, dall’altra scatenò un dibattito su quello che dovrebbe essere davvero lo stipendio di un docente.

A distanza di meno di 12 mesi i casi di violenza a scuola sono moltiplicati, i prof aggrediti non si contano, le minacce pure e così quei 3mila euro iniziano ad avere il sapore di una mancetta. Sì, una mancetta perché non c’è un prezzo giusto, non c’è una somma in grado di ripagare gli sforzi, le fatiche e oggi i rischi.

Cosa sta succedendo ai ragazzi? Di chi è colpa? La scorsa settimana il giornalista e scrittore ospite fisso a Quarto Grado, Carmelo Abbate, parlando di baby squillo ha detto qualcosa di impopolare, ma giusto. “Basta colpevolizzare famiglia e scuola, un po’ di responsabilità è anche di questi ragazzi”. Il passo in avanti potrebbe essere questo. Oggi agli studenti perdoniamo tutto perché li riteniamo senza colpa, senza una identità ben precisa o formata. Questi giovani uomini e donne sentono un po’ il diritto di poter fare ogni cosa perché la colpa non è mai la loro.

Al giorno d’oggi in classe ci sono più pericoli che soddisfazioni, i 3mila euro che la ministra avrebbe voluto corrispondere sarebbero certamente stati apprezzati considerando lo stipendio attuale, ma non bastano.

La scuola non è una sala slot dove se ho più soldi decido di rischiare di più: servono garanzie, protezione, pene severe, azioni concrete e non è nemmeno un supermercato dove in base allo stipendio acquisto ciò che posso permettermi.

La scuola dovrebbe avere, oggi più che mai, una funzione determinante nello sviluppo della comunità.

I presidi annunciano non di rado punizioni esemplari per gli studenti che commettono fatti gravi, ma queste punizioni sono sempre le stesse: la nota, la sospensione, dedicarsi a lavori socialmente utili. Li immaginate tre o quattro bulletti, tutti insieme a pulire la scuola? Diventa un gioco, un momento di divertimento, di ilarità. C’è chi propone assistenza gli anziani ed è aberrante. Un ragazzo che ha preso a calci un insegnante cosa farà ad un 80enne che non riesce nemmeno a bere da solo? L’educazione è ben altra cosa, occorrono punizioni vere.

Evidentemente la scuola andrebbe completamente riscritta e non riformata. La scuola va modificata dall’interno, dagli intenti.

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