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Viaggi d’istruzione, Giannelli (ANP): “Sempre meno gite, per i prof è troppo difficile portare i ragazzi fuori”

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Gite scolastiche, viaggi d’istruzione, mete in Italia e all’estero, si fanno oppure gli studenti rimangono inchiodati sulle sedie dei banchi a scuola?. “Le gite scolastiche si fanno, le scuole le organizzano, ma in un numero inferiore rispetto al passato”, spiega all’Adnkronos Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi.

“Gite e viaggi ci sono, ma in numero inferiore perché è diventato più difficile portare i ragazzi fuori dalla scuola – continua Giannelli – i docenti, anche a seguito dei diversi incidenti, più o meno gravi, accaduti durante viaggi scolastici, sono più restii a prendersi la responsabilità di accompagnare i ragazzi, le classi. Inoltre c’è da tenere conto che non vi sono pagamenti extra e molti docenti vorrebbero proprio fare a meno di partire”.

“Non dimentichiamo che incidenti avvenuti durante gite o viaggi, che possono accadere in ogni caso – evidenzia Giannelli – hanno portato poi a sentenze, anche in cassazione per il mancato controllo da parte della scuola o dei docenti. Ritenendo quindi l’istituto scolastico responsabile di quanto accaduto e non era così. E quindi gli insegnanti sono restii a partire”. “Un altro aspetto da considerare e non sottovalutare è nel caso in cui ci sia un disabile – aggiunge – ed è necessario portare una persona in più dato che un docente non può occuparsi del disabile, che ha tutti i diritti di andare in gita con i suoi compagni, e degli altri studenti contemporaneamente”.

“Le mete sono le più varie – conclude Giannelli – sia in Italia che all’estero. Ormai è diventato più semplice muoversi, viaggiare. Anche le mete in Europa, le capitali europee sono veloci da raggiungere Parigi, Londra, Praga, Malta con l’aereo in circa due ore si è arrivati ed il costo non è più così esoso come era un tempo”.

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