Cassazione: il genitore che denigra il docente deve risarcirgli i danni

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I genitori non possono denigrare gli insegnanti. E’ quanto stabilito dalla Cassazione con sentenza 9059 del 12 aprile 2018, che ha accolto il ricorso di una maestra vittima di una campagna denigratoria da parte di alcuni genitori.

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l genitore, durante una riunione alla quale partecipavano altri genitori, aveva definito l’insegnante – una docente di scuola elementare – “un mostro” e comunque “soggetto poco raccomandabile” e inviato nei mesi successivi due lettere ed un fax alla direttrice dell’istituto con contenuto fortemente critico verso l’operato della maestra.

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Il caso si era ulteriormente complicato quando l’insegnante era stata sottoposta a visita psichiatrica medico-legale, processata per i reati di maltrattamenti e lesioni personali, interdetta dal pubblico servizio e, infine, trasferita d’ufficio ad altra sede.

La Cassazione ha accolto le ragioni della docente, in quanto la condotta del genitore si è “diacronicamente” dipanata attraverso una serie di atti e comportamenti diretti a ledere “l’onore, il prestigio e la stessa dignità dell’insegnante”. I giudici della terza sezione civile, pur precisando che non è loro compito, sindacare “sul piano etico e sociale, il comportamento dei consociati in una determinata epoca storica», qualche considerazione la fanno, anche ai fini dell’entità del risarcimento. Il giudice civile ricorda che la dimensione della giurisdizionale non è asettica nè avulsa dalla realtà, per questo il giudice civile non può ignorare »il preoccupante clima di intolleranza e di violenza, non solo verbale, nel quale vivono oggi coloro a cui è demandato il processo educativo e formativo delle giovani e giovanissime generazioni”. Per la Cassazione il danno c’è e va ora liquidato tenendo conto del “grave e duraturo sentimento sul piano emotivo e relazionale, di disistima, di vergogna e di sofferenza del soggetto leso”.

sentenza

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