Con questa prof si può fare casino, un’insegnante: “Ecco come evito di diventare la martire in classe”

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di Federica De Carlo

Essere un buon insegnante non significa solo avere il rispetto e l’attenzione degli studenti. Nel mio piccolo voglio dare qualche consiglio a voi colleghi.

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Riuscire ad arrivare al cuore dei ragazzi che ogni giorno bisogna educare, è l’obiettivo di tutti coloro che hanno scelto questo mestiere. Per prima cosa, al fine di avere un impatto sempre positivo sulla classe, è fondamentale avere una alta stima di se.

I ragazzi, specialmente tra gli 11 e i 17 anni tendono ad osservare il modo di vestire, di camminare, di porsi degli adulti sia per capire che per imitare alcuni degli atteggiamenti. Per questo motivo, entrare in classe con un sorriso predispone tutti alla serenità. Se il sorriso è accompagnato da un look sobrio, ma con una nota divertente o colorata, gli studenti approcceranno in maniera diversa.

L’essere sorridenti e ben disposti, non deve, però, maturare negli alunni la convinzione di poca severità. Questo perché si può finire presto col diventare “l’insegnante con cui si può fare confusione quanto si vuole perché tanto non ci succede nulla”.

In secondo luogo, per evitare che ciò avvenga, è determinante instaurare l’elemento chiave: l’autorevolezza. Cerco, infatti ogni giorno di essere disponibile, ma pongo un freno quando occorre. Dimostrarsi scherzosi, ma senza mai perdere l’obiettivo giornaliero, punire quando necessario è ciò che faccio quotidianamente.

Essere un insegnante amato dagli studenti non è facile, bisogna prima amare se stessi ed il lavoro, anche quando diventa stressante o pesante.

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