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DM, Santi Delia: “Facciamo chiarezza, il titolo non è in discussione. Il diploma è abilitante”

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santi delia dm

di Martina Gaudino

Quella dei diplomati magistrale più che una vicenda è una bomba ad orologeria. In attesa del parete dell’Avvocatura di Stato che sarebbe dovuto arrivare il 23 marzo scorso, i dm annunciano una battaglia dura, lunga e senza scadenza con il solo obiettivo di veder riconosciuto quello che è il diritto ad essere inseriti in GaE.

La sentenza dell’Adunanza Plenaria in Consiglio di Stato che, di fatto, li ha tagliati fuori dalle graduatorie ad esaurimento, ha provocato un terremoto nella scuola italiana per i 55mila maestri coinvolti. La paura più grande, naturalmente, è quella di vedersi fatti fuori dalla scuola pur avendo conseguito il diploma quando questo era definito come titolo abilitante all’insegnamento, ma non è l’unico problema.

Si teme infatti una mobilitazione generale a partire da settembre, all’avvio del nuovo anno scolastico. In campo non sono tante le proposte, quel che è certo che una soluzione di tipo politico diventa più che mai necessaria per ovviare a una catastrofe annunciata. Se tutti i diplomati magistrale dovessero convincersi a scioperare ad inizio anno scolastico, si creerebbe una situazione più complessa in termini di qualità della didattica per migliaia di istituti.

La questione del diploma magistrale rimane complessa prova ne è che l’avvocatura dello Stato non ha ancora reso il parere. – ci ha detto l’avvocato Santi DeliaSe l’esito dello stesso fosse così scontato si comprenderebbe poco la ragione del ritardo. Sul fronte della giurisprudenza, invece, il fronte sembra univoco. Il TAR ed il Consiglio di Stato, difatti, stanno seguendo unanimemente le indicazioni della Plenaria. Solo, dunque, un mutamento dovuto alle impugnazioni innanzi alle Sezioni Unite ed alla CEDU che abbiamo predisposto potrà mutare questo andamento. A differenza di quanto si scrive, inoltre, non è in discussione il valore abilitante del titolo che, con il nostro ricorso straordinario accolto nel 2013, è stato affermato. Il Presidente del TAR LAZIO, sul punto, ha persino fatto un cenno nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario“.

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