DM fuori dalle GaE, i maestri attendono ancora il parere dell’Avvocatura

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di Martina Gaudino

Non c’è pace per i diplomati magistrale. Stando alle notizie che circolano in rete e soprattutto sui social network, il parere dell’Avvocatura dello Stato circa la sentenza dell’Adunanza Plenaria, potrebbe non arrivare il 23 di questo mese come era stato detto più volte nei mesi scorsi.

Nonostante le rassicurazioni da parte del ministro Valeria Fedeli, il clima è caldissimo. In una lettera indirizzata proprio ai maestri e alle maestre escluse dalle GaE, la Fedeli scriveva “Per poter ottemperare correttamente alla sentenza del Consiglio di Stato, in attesa dei nuovi giudizi di merito, che si uniformeranno necessariamente alla decisione dell’Adunanza Plenaria, il Ministero, come già detto in precedenza, si è attivato da subito analizzando le situazioni giuridiche e di fatto esistenti e consolidate, con particolare riferimento alla concreta gestione delle graduatorie e dei rapporti di lavoro che nel frattempo si sono instaurati con le docenti e i docenti già inseriti (seppure con riserva) nelle GAE (Graduatorie ad esaurimento). E ha, inoltre, chiesto un parere all’Avvocatura Generale dello Stato: una volta avuta questa risposta, si troveranno con serietà ed equilibrio le giuste soluzioni”. 

Il parere dell’Avvocatura, dunque, porterà certamente ad una svolta concreta ad una situazione che ormai dal giorno della sentenza è bloccata e che non consente agli insegnanti coinvolti di poter vivere serenamente oltre che fare progetti di vita. Parliamo di un esercito di 55mila persone, uomini e donne che nel corso di questi mesi hanno ricevuto solidarietà anche da parte dei genitori.

Intanto, però, sta circolando in rete una informazione assolutamente priva di fondamento e cioè che la Procura Generale della Repubblica starebbe indagando circa la sentenza del Consiglio di Stato. Una notizia, dicevamo, che sta semplicemente circolando su alcuni gruppi Facebook e bacheche degli insegnanti, ma che non ha alcun concreto riscontro anche perché, se fosse pur vera, l’indagine sarebbe certamente riservata.

Bisogna attendere, quindi, il primo step necessario, ovvero il parere dell’Avvocatura che dovrebbe, stando a quanto ha spiegato la Ministra dell’Istruzione, consentire di trovare una soluzione equilibrata e serena.

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