Home Notizie Sindacali Per la prima volta nel contratto si sancisce la “comunità educante” composta da prof, ds, educatori e Ata

Per la prima volta nel contratto si sancisce la “comunità educante” composta da prof, ds, educatori e Ata

4 min read
0

tratto da FLC-CGIL

Il Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) del comparto “Istruzione e Ricerca”, sottoscritto il 9 febbraio 2018 e in attesa della firma definitiva, contiene una novità significativa, da valorizzare per le importanti ricadute che potrà avere. Parliamo dell’introduzione del concetto di “comunità educante”.

Come ogni novità che “non costa”, cioè che non necessita di convertirsi in denaro, essa rischia di passare sotto silenzio.

Per la prima volta, in un contratto collettivo nazionale di lavoro si sancisce che la “comunità scolastica” è composta da una pluralità di soggetti, non più circoscritta, per quanto riguarda il personale, a dirigenti e docenti, ma comprensiva anche di educatori, Dsga, assistenti e collaboratori scolastici.

Non a caso, l’articolo 24 dell’Ipotesi di CCNL, richiama l’articolo 3 del DLgs 297/94 (il Testo Unico delle disposizioni in materia di istruzione) che definisce la comunità scolastica. Ma – e questa è la novità – lo richiama per arricchirlo e, allargando l’orizzonte, comprende anche le famiglie, gli alunni e gli studenti. E per andare di più sul concreto e sulla pratica quotidiana, la norma contrattuale (articolo 24) precisa che “nella predisposizione del PTOF (Piano Triennale dell’Offerta Formativa) … viene assicurato l’utilizzo integrale delle professionalità in servizio presso l’istituzione scolastica”.

A integrazione e completamento dell’articolo 24, l’articolo 40, considerando che il Contratto deve limitare i suoi interventi solo al personale (non può, per intendersi, intervenire sulle soggettività genitoriali e studentesche), offre un campo di azione nuovo alle scuole nel coinvolgimento strutturato del personale ATA alle attività scolastiche, sempre nel rispetto delle competenze e dei ruoli professionali.

In effetti, si prevede che all’inizio dell’anno scolastico il Dsga tenga un incontro specifico con il personale ATA, durante il quale formula una proposta di piano delle attività e si prevede che, anche sulla base delle proposte emerse da quell’incontro, il dirigente scolastico disponga la partecipazione dei collaboratori scolastici, degli assistenti amministrativi e tecnici alle riunioni di comitato o commissioni che riguardino la sicurezza, le visite guidate o viaggi di istruzioni, la formulazione dei Piani Educativi Individualizzati, l’assistenza agli alunni con disabilità.

Tali nuove opportunità di coinvolgimento integrale di ogni figura professionale che opera nella scuola colma un vuoto culturale che ha fatto sentire i suoi effetti negativi sulla recente legislazione scolastica. Basti pensare alla legge 107/15 che ha ignorato totalmente l’esistenza del personale ATA cancellandolo perfino nella nomenclatura.

Il concetto di “comunità educante” ha dunque due livelli di lettura che vanno evidenziati e compresi fino in fondo.

CONTINUA A LEGGERE SULLA FLC-CGIL

 

Leggi anche

Comments are closed.