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Associazione Pedagogica Italiana: “Speriamo che il nuovo governo dedichi tempo ed energie alla scuola”

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“Speriamo che il nuovo governo – di qualunque colore e struttura politica esso sara’ – dedichi tempo, energie ed attenzioni adeguate al mondo della Scuola. In particolare dedichi attenzione all’esigenza di garantire fasi di formazione e riqualificazione professionale ai docenti, ed occasioni di riflessione per i genitori affinche’ gli uni e gli altri sappiano quale ruolo sociale devono svolgere e come si devono connettere costantemente gli uni agli altri”. È l’appello di Angelo Vecchio Ruggieri, vicepresidente dell’Associazione Pedagogica Italiana (Aspei) e presidente della sezione Aspei di Reggio Calabria, che ha tre giorni di formazione su ‘La relazionalita’ nel processo di formazione e gestione della classe’ nell’Istituto comprensivo ‘De Amicis Spano Bolani’ con la partecipazione di Magda Di Renzo, psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva e responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO) di Roma. Hanno partecipato 120 docenti.

“È importante rammentare pedagogicamente l’insegnamento di Don Lorenzo Milani, che affidava alla Scuola il compito e la funzione di immaginare il futuro con leggi migliori e prospettive migliori. Un futuro- continua Vecchio Ruggeri- che potra’ essere effettivamente migliore se i ragazzi formati oggi dalla Scuola saranno ragazzi migliori. È proprio perche’ i fatti di cronaca diventano sempre piu’ allarmanti e preoccupanti che l’Aspei, almeno in diverse sue articolazioni territoriali, ha deciso di predisporre attivita’ di formazione per garantire assistenza ai docenti e offrire spunti per riconsiderare positivamente la loro professione”. L’obiettivo dell’Aspei e’ “fornire ai docenti gli strumenti adeguati del fare e del progettare, per coinvolgere opportunamente i ragazzi preadolescenti e adolescenti nel loro processo di formazione”, lo ricorda Vecchio Ruggeri, che e’ stato per 25 anni preside nei licei della provincia e della citta’ di Reggio Calabria. I ragazzi hanno bisogno di “una formazione quanto piu’ possibile solida sul piano dei saperi umanistico-letterari e scientifico-tecnologici. Accanto a questa formazione dei saperi- aggiunge il vicepresidente dell’Aspei- e’ altrettanto importante formarli sul piano pratico operativo che chiama in causa il concetto milaniano di ‘formare in loro la coscienza alla legalita”.

Una dimensione oggi piu’ che mai richiesta e rivendicata, sia pur in modo flebile anche dalla societa’ civile”. Per poter ottenere un risultato del genere occorrono “docenti motivati- continua Vecchio Ruggeri- che abbiano ben chiaro che la loro non e’ una professione qualunque e non e’ esercitabile soltanto in virtu’ del possesso di contenuti culturali, sia pure spesi e completi. Bisogna avere la capacita’ di ben rapportarsi nei confronti dei propri studenti, di costruire una relazionalita’ che sia bidirezionale, ovvero che vada dal docente allo studente e dallo studente verso il docente. Si deve creare- consiglia l’esperto- un clima di fiducia e accettazione reciproca perche’ c’e’ di mezzo non solo il successo della formazione dei giovani di oggi ma anche, come diceva il grande padre costituzionalista Pietro Calamandrei, il futuro del nostro paese che domani sara’ governato dai giovani di oggi. Se i docenti riescono a motivarsi, a caricarsi al punto tale da formare bene i loro studenti, domani questi stessi studenti formati bene miglioreranno le leggi del nostro Paese. È questa la profezia che don Milani pronuncio’ nella famosa lettera ai giudici nel 1965, quando dovette difendersi dall’attacco di vilipendio e di vilta’”. Sul piano pratico il presidente della sezione Aspei di Reggio Calabria consiglia ai docenti di “fare in modo che le conoscenze non siano presentate agli studenti come occasioni di trasmissione della cultura. È importante creare sempre degli interessi, coinvolgerli e far capire loro lo spettacolo della scoperta che devono fare in proprio”. In questo percorso “un aiuto viene dal piano emozionale. Di Renzo, grandissima esperta nel settore dell’educazione offerta ai giovani, sta insistendo su questo punto: ‘Educare e curare le emozioni’. Attraverso la corretta collocazione dei flussi emozionali- sottolinea l’ex dirigente scolastico- ogni possibile energia che lo studente ha, la indirizza verso il meglio che deve conseguire sul piano della conoscenza e sul piano dell’operare bene”.

L’adolescente e’ una “fonte di emozionalita’, e’ debordante il terreno delle emozionalita’. Bisogna essere molto accorti a non trascurare questo aspetto sul piano educativo, anche perche’ la Scuola non e’ solo il luogo dell’istruzione, ma e’ un luogo dove pedagogicamente si deve perseguire un piano di educazione individuale e sociale. Le emozioni- ricorda Vecchio Ruggeri- ci servono e ci aiutano a conseguire al meglio questo risultato”. Gli incontri promossi dall’Aspei sono destinati ai docenti, ma il vicepresidente si ripromette di promuovere alcuni incontri anche per i genitori: “In questo momento nel nostro Paese la dimensione conflittuale che vi e’ tra famiglie da una parte e mondo della Scuola dall’altra e’ preoccupante, perche’ queste due componenti dovrebbero invece essere fortemente collaborative”. Per verificare come ricollocare i valori della cittadinanza, della solidarieta’ e del rispetto al centro del processo di formazione dei giovani, il 16 marzo si riunira’ a Roma in Piazza della Repubblica, nella sede dell’Universita’ degli Studi Roma Tre, il coordinamento nazionale dell’Aspei.

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