Home Opinioni Alex Corlazzoli: Perché gli insegnanti italiani sono ignoranti?

Alex Corlazzoli: Perché gli insegnanti italiani sono ignoranti?

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“Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Chi non ha mai sbagliato un congiuntivo? Fatta questa premessa non possiamo non soffermarci sulla notizia che tre candidati su quattro al concorso per la scuola dell’infanzia in Friuli Venezia Giulia non sono stati ammessi all’orale a causa degli errori ortografici negli scritti. Di là dei “per evitare che tutto fuoriesce” sono sparite le “acca”, le doppie, la concordanza tra soggetto e verbo e la consecutio. Non solo. I futuri maestri nei loro temi hanno sostituito i “perché” con i “xché” e abbreviato i “comunque” con le tre consonanti “cmq”.

Non ci resta che chiederci: cos’è successo? Gli insegnanti italiani sono davvero asini? Perché siamo di fronte a una generazione sgrammaticata? Chi ha permesso che queste persone arriverebbero (ops, arrivassero) fino al diploma o in alcuni casi alla laurea? Non passi come una difesa della categoria ma va detto che purtroppo non sono solo i docenti a dimenticare i congiuntivi e le doppie. I verbali delle forze dell’ordine sono una via crucis. Davanti alla tv assistiamo a uno stillicidio dell’italiano da parte di conduttori e ospiti. Senza scomodare Antonio Razzi, in parlamento sono numerosi i casi di madornali errori da parte dei nostri politici. Ognuno di noi potrebbe aggiungere una personale lista di “incidenti” grammaticali sentiti sul proprio posto di lavoro. Certo è che si dà per scontato che coloro che si occupano dell’educazione dei bambini sappiano l’italiano. Giusto: quando noi andiamo dal dentista ci aspettiamo che sappia estrarre un dente. Allo stesso modo quando affidiamo un bambino a un maestro vorremmo che sapesse fare il suo mestiere.

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