Scuola, Cisl: “Su contratto fake news, non c’e’ aumento di orario”

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Rinnovare il contratto, questo il vero interesse di chi lavora, non le fake news che circolano sulla parte normativa, orario di lavoro compreso. E’ quanto afferma in una nota la Cisl Scuola: “E’ un preciso interesse di tutti che il contratto venga rinnovato: non c’e’ alcuna convenienza nel rinunciare alle risorse che la legge di bilancio mette a disposizione, ne’ a favorire situazioni di incertezza e vuoto che sarebbero la condizione ideale per chi punta a governare l’organizzazione del lavoro con atti unilaterali”. Per quanto riguarda la parte economica, la Cisl spiega che “al tavolo negoziale stiamo mettendo a punto le modalita’ di erogazione delle risorse disponibili, in linea con quanto stabilito nell’accordo del 30 novembre 2017 (85 euro di aumento, tutela delle retribuzioni piu’ basse, garanzia di mantenimento pieno del bonus fiscale di 80 euro).

Stiamo anche riportando alla contrattazione altre risorse che non c’erano (30 milioni per il MOF) o non erano contrattabili (200 milioni del bonus premiale, 46 milioni per la formazione). Questo e’ il modo vero e serio di fare sindacato: incalzare le controparti per ottenere il miglior contratto possibile. Lo stiamo facendo all’Aran e anche con l’Amministrazione in un confronto incessante e che sta producendo frutti”. “Abbiamo interesse a chiudere presto e bene questo rinnovo, sapendo che il triennio di vigenza del nuovo contratto scadra’ a dicembre di quest’anno e occorre dunque gia’ traguardare il triennio successivo, nel quale il percorso di valorizzazione di tutte le professionalita’ andra’ ripreso e continuato. Questo rinnovo e’ solo il primo passo, ma un passo importante, un risultato costruito con fatica, lo dimostrano anche i tempi lunghi con cui sta procedendo il negoziato, al quale non avrebbe alcun senso rinunciare”, prosegue la nota. Inoltre, la Cisl Scuolasottolinea che sulla “parte normativa circolano notizie false e tendenziose, nelle quali la realta’ dei fatti e’ volutamente travisata e distorta”. In particolare, “non e’ previsto, ma nemmeno e’ stato proposto, alcun aumento dell’orario di servizio per il personale Ata, ne’ per i docenti per i quali sara’ confermata l’attuale consistenza degli orari cosiddetti frontali. Nasce da parte sindacale la richiesta di precisare che rientrano a pieno titolo nell’orario legato alle attivita’ di insegnamento anche le attivita’ di “potenziamento”, del tutto assimilate dunque all’attivita’ di docenza. Altri impegni derivanti da innovazioni normative, come ad esempio l’attivita’ di tutor nell’alternanza Scuola lavoro, se svolti in eccedenza all’orario di cattedra continueranno a essere oggetto di retribuzione a carico delle risorse disponibili per la contrattazione d’istituto. Su assenze e permessi: “rimangono invariate le attuali disposizioni contrattuali; eventuali condizioni di maggior favore, su cui si registra al momento una disponibilita’ dell’ARAN per l’area del personale ATA (monte ore annuale di permessi, senza recupero, per visite specialistiche), dovranno riguardare tutto il personale, compresi i docenti”. “Nessuna modifica viene ipotizzata all’attuale sistema di progressione per anzianita’. Al riguardo, e’ il caso di precisare, prima che diventi pretesto per ulteriori fake news, che la mancata corresponsione degli scatti spettanti con lo stipendio di gennaio e’ dovuta solo ed esclusivamente a disguidi tecnici nella gestione informatica di NoiPa”. In conclusione, “siamo ancora ben lontani dalla valutazione di un impianto complessivo del contratto, la cui redazione e’ certamente ancora in corso, tanto che al momento non vi e’ al riguardo alcuna programmazione di incontri. Stando cosi’ le cose – conclude la Cisl Scuola – non si capisce quale fondamento possano avere le voci di un’imminente firma del contratto, mentre la preoccupazione vera dovrebbe essere quella di un eccessivo allungamento dei tempi, su cui non vi e’ da parte nostra, ma soprattutto dei lavoratori, alcun interesse ne’ alcuna convenienza”.

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