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Congedo parentale: la riduzione delle ferie dipende dalla percentuale di retribuzione

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I periodi di congedo parentale retribuiti al 30% non consentono la maturazione delle ferie, un effetto escluso per legge e differenziato dal congedo che invece è retribuito al 100% e che consente la maturazione delle ferie. Lo dice L’Aran rispondendo alle domande riguardanti il Comparto scuola.

In tal senso viene in aiuto il Decreto legislativo n 151 del 26 marzo del 2001, che all’Art. 34 stabilisce che:

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“1. Per i periodi di congedo parentale di cui all’articolo 32 alle lavoratrici e ai lavoratori e’ dovuta fino al terzo anno di vita del bambino, un’indennita’ pari al 30 per cento della retribuzione, per un periodo massimo complessivo tra i genitori di sei mesi. L’indennita’ e’ calcolata secondo quanto previsto all’articolo 23, ad esclusione del comma 2 dello stesso.

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2. Si applica il comma 1 per tutto il periodo di prolungamento del congedo di cui all’articolo 33.

3. Per i periodi di congedo parentale di cui all’articolo 32 ulteriori rispetto a quanto previsto ai commi 1 e 2 e’ dovuta un’indennita’ pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria. Il reddito e’ determinato secondo i criteri previsti in materia di limiti reddituali per l’integrazione al minimo.

4. L’indennita’ e’ corrisposta con le modalita’ di cui all’articolo 22, comma 2.

5. I periodi di congedo parentale sono computati nell’anzianita’ di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilita’ o alla gratifica natalizia.

6. Si applica quanto previsto all’articolo 22, commi 4, 6 e 7″.

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