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Mobilità: Miur condannato a 15mila Euro per violazione del principio del merito

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Tre nuove sentenze ottenute dai legali Anief Fabio Ganci, Walter Miceli, Marco Di Pietro e Raffaele Bucci presso il Tribunale del Lavoro di Larino (CB), condannano il Miur a riformare i trasferimenti effettuati nel 2016 e a pagare le spese di soccombenza quantificate in un totale che supera i 15mila Euro. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): “Il Ministero nei trasferimenti ha violato il principio del merito gestendo le procedure di mobilità attraverso un algoritmo palesemente inefficace. Ancora una volta con la nostra azione legale abbiamo restituito a tre lavoratori il giusto diritto al trasferimento in base ai titoli e ai servizi posseduti e non ci fermeremo: con la rappresentatività proporremo delle modifiche sostanziali anche per la contrattazione che riguarda i trasferimenti”.

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Di contrattazione e mobilità si parlerà anche nel corso dei nuovi seminari gratuiti sulla legislazione scolastica organizzati da Anief ed Eurosofia “DIES IURIS LEGISQUE” che si svolgeranno in tutta Italia nel corso dei prossimi mesi e che vedranno come relatore proprio il presidente Anief Marcello Pacifico.

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Le tre sentenze, infatti – patrocinate con la solita competenza e professionalità dai nostri legali – riconoscono l’inefficacia dell’algoritmo ministeriale rilevando come, in base alla documentazione prodotta in giudizio, emerga ictu oculi che parte ricorrente abbia “partecipato alle operazioni di mobilità 2016/2017, con definitive assegnazioni degli Ambiti, avvenute con una sua posposizione rispetto ad altri candidati, della sua medesima classe di concorso, che benché con punteggio inferiore al suo, si sono visti assegnare uno dei due Ambiti richiesti”. Evidenziando la violazione del principio del merito, dunque, il Giudice del Lavoro di Larino rileva come “Trattasi, allora, di un esito in palese contrasto con quanto disposto, in attuazione delle previsioni della l. n. 107/15, dall’allegato 1 del CCNI dell’8 aprile 2016, il quale dispone che per ciascuna delle operazioni l’ordine di graduatoria degli aspiranti è determinato, per ciascuna preferenza, sulla base degli elementi di cui alla tabella di valutazione dei titoli allegata al presente contratto per la specifica tipologia di movimento. L’ordine in cui vengono esaminate le richieste è dato dal più alto punteggio. A parità di punteggio e precedenza, la posizione in graduatoria è determinata dalla maggiore anzianità anagrafica”.

In accoglimento dei ricorsi promossi dall’Anief, dunque, le sentenze dichiarano “l’illegittimità dei bollettini afferenti al trasferimento della fase C della mobilità 2016/2017” nella provincia di interesse dei ricorrenti e, per l’effetto, “dichiara il diritto della predetta parte ad ottenere in via definitiva il trasferimento spettantile presso gli Ambiti della provincia di interesse in base al punteggio posseduto e utile ai fini delle procedure di mobilità”, condannando il Ministero resistente a corrispondere alla parte ricorrente “le spese di lite, che liquida in euro 3.600 per compenso, oltre rimborso forfettario nella misura del 15%, euro 259 a titolo di cu, Iva e CPA come per legge”.

“Il Ministero nei trasferimenti ha violato il principio del merito – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal -gestendo le procedure di mobilità attraverso un algoritmo palesemente inefficace. Ancora una volta con la nostra azione legale abbiamo restituito a tre lavoratori il giusto diritto al trasferimento in base ai titoli e ai servizi posseduti e non ci fermeremo. Con la rappresentatività proporremo delle modifiche sostanziali anche per la contrattazione che riguarda i trasferimenti per dare il giusto riconoscimento al servizio svolto nelle scuole paritarie, per eliminare qualsiasi blocco o vincolo su posti di sostegno e di permanenza nella provincia di immissione in ruolo, per riconoscere pari dignità al servizio preruolo nelle graduatorie interne d’istituto e per dare il giusto valore a titoli altamente professionalizzanti come la SSIS, l’abilitazione con TFA/PAS o la specializzazione sul sostegno che ora non vengono considerati”.

Comunicato stampa Anief

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