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Piersantelli (Coordinamento Nazionale TFA): “La sentenza della Plenaria va rispettata”

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di Martina Gaudino

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La decisione del Consiglio di Stato che ha escluso dalle GaE i diplomati magistrale è una sentenza e in quanto tale va applicata e rispettata. E’ questo, in sostanza, il pensiero di Sara Piersantelli, Presidente del Coordinamento Nazionale Tfa, che a OggiScuola ha spiegato il suo punto di vista circa la mobilitazione delle ultime 48 ore sia da parte di diplomati tagliati fuori dalla decisione della Plenaria, sia dalla politica.

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“Non ho mai visto pietismo più becero – ha sentenziato la Piersantelli – bambini che hanno aperto cortei, che sono stati mostrati su Facebook in difesa delle proprie maestre senza che possano sapere di cosa di parla. I bambini non dovrebbero essere in alcun modo coinvolti in fatti come questi, come si fa a spiegare ad un bambino una sentenza, il Consiglio di Stato, le leggi, è assurdo”. La Presidente del Coordinamento Nazionale Tfa ritiene che la decisione dell’Adunanza Plenaria sia non solo giusta, ma anche da applicare ad ogni costo perché “non si può pensare di togliere il lavoro a qualcuno che ne ha titolo (i residuali GaE e i vincitori di concorso, ndr) per darlo a chi non ne ha, specialmente se si considera che tra questi ultimi c’è chi si è ricordato solo ora di avere un diploma”.

“Se ci tieni davvero a insegnare – ha proseguito Piersantelli – fai un concorso, ce ne è stato uno nel 2012, uno del 2016, perché non mettersi in gioco? Conosco tanti diplomati magistrale che, amando davvero questo lavoro, hanno deciso di farlo e ora sono vincitori”.

Sara Piersantelli ha anche analizzato la situazione politica che, con la campagna elettorale, si sta delineando nelle ultime ore: “E’ orribile quello che sta succedendo! Se non ci fossero state le elezioni, non ci sarebbe stata questa gara a difesa dei diplomati magistrale. Se questo fosse accaduto tre anni fa, nel vivo della Buona Scuola, non ci sarebbe stato questo appoggio trasversale alla protesta dell’8 gennaio. Quella dei politici, in questo momento, è una guerra tra poveri”.

L’insegnamento, ha spiegato la professoressa Piersantelli, richiede preparazione e competenza e quindi “un percorso di studi all’università come SFP o un corso concorso come il TFA, una dimostrazione tangibile della propria preparazione; è ingiusto dover essere scavalcati da chi ha solo il diploma e non ha mai dovuto dimostrare nulla in alcuna sede”. “La situazione attuale – ha concluso – è davvero ingiustificabile, stiamo parlando di funzionari dello stato (i diplomati magistrale, ndr) che vanno contro altri funzionari di stato, ovvero i giudici. La sentenza va applicata così come stabilito dal Consiglio di Stato”.

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