Contratto: Governo dice no all’uso del bonus merito e della carta del docente nel contratto scuola

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La trattativa per il rinnovo dei contratti si è arenata. Se ne riparlerà, chiaramente, ma trovare un’intesa tra le promesse e le cifre reali è questione complessa. Valeria Fedeli, o meglio il Miur, ha proposto nella trattativa che gli aumenti inizino a marzo 2018. A partire da quella data il Governo si impegnerà ad aumentare le retribuzioni non più di 85 euro ma di 75, come hanno fatto sapere già il Messaggero ed il Sole24Ore. Si tratta della piramide rovesciata, di cui già si sta parlando da luglio scorso.

I 380 milioni circa della carta dei docenti ed i 200milioni degli incentivi ai docenti migliori, vengano ‘contrattualizzati’. Sono quindi molti i punti su cui la trattativa si sta impallinando. Il presidente dell’Aran ha fatto comunque notare che la questione esula anche dal suo mandato perché l’atto di indirizzo trasmesso dai ministri, il tema non è stato inserito. Tale metodo prevederebbe anche l’erogazione di un bonus: si tratta di una cifra ‘una tantum’ che oscilla tra i 21 ed i 25 euro da inserire nelle buste paga.

Il vero punto è che per quanto riguarda il bonus della carta del docente ed il merito, previsti dalla Legge 107, diventeranno netti e quindi tassati.

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