Insegnante precaria: “Amo i bambini, ma la sentenza della plenaria mi nega il futuro”

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Un sogno negato dalla sentenza dell’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato. Elisa Bonafede, insegnante siciliana di 41 anni trapiantata a Milano, è una diplomata magistrale come tante ce ne sono in Italia. Lavora al Comprensivo Confalonieri di Milano, ed è precaria alla primaria da 9 anni. Si è diplomata nel ’95 per poi laurearsi in scienze dell’Educazione ( titolo non abilitante all’insegnamento per infanzia e primaria). Nell’intervista rilasciata a Claudia Zanella, di La Repubblica, spiega tutta la sua amarezza:

“Per qualche anno ho approfondito i temi della pedagogia ed ho lavorato in quell’ambito poi nel 2009 ho deciso di insegnare – dice -. Nel tempo ho capito che l’altro lavoro non mi dava quello che desideravo. Volevo stare con i bambini. Io sono un’insegnante. Ho studiato per quello. Alle superiori ho anche fatto un lungo tirocinio – continua -. Ho scelto l’istituto magistrale perché avevo le idee piuttosto chiare. Mi fa star bene avere questa responsabilità di ventitré bambini ai quali trasmettere qualsiasi forma di sapere o di vita”.

“Avevo già fatto varie cause ma erano state tutte rigettate – aggiunge -. Poi, due anni fa, ho vinto il ricorso al Tar e sono stata inserita in graduatoria con riserva. Ora però con la nuova sentenza è tutto di nuovo in discussione. Non sono disposta a rimanere precaria a vita mi potrei inventare qualcos’altro, sempre legato all’ambito dell’insegnamento. Ma mi dispiacerebbe molto abbandonare la scuola. Insegno con amore, credo in quello che faccio”.

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