Barbero: “Ecco come si è arrivati all’assurdità dell’alternanza scuola-lavoro”

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Alessandro Barbero parla di alternanza scuola-lavoro e lo fa criticando la Buona Scuola. “Parlare di scuola è difficilissimo. E’a scuola che in passato ci si trovava di fronte ad un libro di testo e lo si studiava. Prima si dava per scontato che chi andava a scuola dovesse essere a conoscenza, per grandi linee, di tutto ciò che si studiava su quel libro di testo, della cultura e prima a scuola ci andavano in pochi ed andava bene così. Quando si andava in pochi si dava per scontato che finire il liceo era necessario per avere nella vita una carica dirigenziale”. Basti pensare, ha spiegato Barbero, che quando l’esercito durante la prima guerra mondiale aveva bisogno di ufficiali per comandare i plotoni, chiamava anche giovani di 19 anni ma dovevano essere diplomati. “Il latino serviva a comandare? Evidente no – ha detto Barbero – ma si dava importanza e non ci si domandava se serviva o meno”.

“Poi sappiamo tutti cosa è successo – ha aggiunto – Si è detto in un grande momento democratico tutti devono poter impadronirsi della cultura, non solo l’èlite. Tutti devono poter andare a scuola, tutti devono poter avere anni per studiare anziché lavorare presto come i loro padri e i loro nonni. In questo percorso poi si è cominciato a dire ‘si vabbè, ma il latino cosa serve?’ Ora che studiano anche in figli degli operai a cosa serve il latino?”.

Da qui una caduta all’indietro. “E poi, quando i figli degli operai hanno iniziato ad andare a scuola, serve davvero a tutti studiare tanto? Ora che si era arrivati a questa conquista ci si è chiesti se tutto servisse davvero. Così si è iniziato a pensare che lo studio deve essere spendibile sul mondo del lavoro arrivando all’assurdità di dire come ai ragazzi che come i loro nonni analfabeti, a 16 o 17 anni anni ‘un po’ di lavoro lo dovete fare, cos’è questo lusso di passare anni a studiare? Ecco l’alternanza scuola lavoro”.

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