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Docenti della fase 0: “Le vere vittime della Legge 107 siamo noi”

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Non si tratta di “guerra tra i poveri”, né di “diritti di precedenza” ma un dato è certo: la fase 0 ovvero quella larga percentuale di docenti, costretti ad emigrare in seguito ai pesanti tagli della riforma Gelmini, risulta quella più penalizzata e soprattutto la più dimenticata rispetto alle altre.

In effetti, nell’immaginario collettivo, solo i docenti della fase C, quelli trasferiti dall’algoritmo, sono le vittime della 107 ma in realtà non è sempre così. I docenti della fase 0, inseriti nelle graduatorie dell’Italia centro-settentrionale, sono stati immessi in ruolo nell’estate 2015. Regolarmente. Con punteggi altissimi. Frutto di tanti anni di precariato o di servizio sottopagato nelle scuole paritarie. La loro scelta di trasferirsi da Latina in su non è stata dettata da una volontà turistica ma dal sacrosanto diritto di ottenere il ruolo. Un ruolo che i tagli imposti dalla Gelmini mai sarebbe potuto arrivare nelle province meridionali di residenza.

Invece la 107,con le assunzioni straordinarie fatte nel Novembre dello stesso anno, la cosiddetta fase C, ha sovvertito tutto. La legge parlava chiaro: chi voleva partecipare al piano straordinario di assunzioni doveva mettere in conto di ottenere il ruolo in tutte le province italiane; era chiaro che, dopo il primo anno di formazione, i posti disponibili erano tutti da Roma in su.

Sicuramente l’algoritmo ha funzionato male, sicuramente chi aveva pochi punti è stato trasferito a Roma e chi ne aveva molti di più a Milano (è solo un esempio…).Ma poi? La confusione più totale. Conciliazioni, ricorsi alla giustizia che stanno riportando gran parte di questi docenti nelle loro province. A danno di chi-la fase 0-può tornare a casa solo con la mobilità interprovinciale.

Ma se il governo mette a disposizione un numero irrisorio di posti, se questo numero è eroso continuamente da sentenze favorevoli per i docenti di fase C, quali e quante possibilità hanno i docenti di fase 0 di tornare a casa? La 107, con tutte queste annesse storture, sta capovolgendo ogni criterio di giustizia:chi ha accumulato pochi punti sta a casa e chi ne ha accumulato tanti sta lontano.Da anni.Con notevoli spese economiche e con disagi familiari spaventosi.Tutti hanno diritto di lavorare nelle proprie province ma soprattutto chi sta lavorando da anni lontano da casa e chi non ha potuto beneficiare di alcun strumento legislativo e giudiziario per far valere i propri diritti sacrosanti ovvero la fase 0!

Chiediamo a tutti gli schieramenti politici che si apprestano a candidarsi alla guida del Paese a risolvere questa spinosa questione!

Comunicato docenti fase 0

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