Home Notizie Sindacali Preside superman: dirige 29 plessi, 3.200 alunni e 450 dipendenti

Preside superman: dirige 29 plessi, 3.200 alunni e 450 dipendenti

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Il dirigente scolastico si chiama Maurizio Driol: 59 anni, 26 di carriera direttiva prima in provincia di Pordenone e dal 2001 in servizio all’Istituto comprensivo di Sedegliano e Basiliano, in provincia di Udine, reggente per il quinto anno consecutivo di due istituti della provincia e dal 1° dicembre scorso anche di un terzo collocato in ulteriore Comune. Per riuscire ad assolvere le incombenze di una situazione a dir poco complessa, il dirigente esce di casa alle 8 del mattino e vi rientra alle 8 di sera.

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Il caso segnalato in Friuli non sorprende l’Anief: prima di tutto, centinaia di sedi scolastiche oggi non sarebbero scoperte se si fosse provveduto nel 2015 a svolgere il corso-concorso per sanare il contenzioso aperto della selezione del 2011, questione affrontata anche nei giorni scorsi dalla Commissione Bilancio del Senato; come se non bastasse, ci sono voluti due anni e mezzo per allestire l’attuale concorso a preside, con 2.450 posti messi a bando e 2.900 idonei da ammettere al corso di formazione.

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Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Alla fine della fiera, si è organizzato un concorso pure con delle norme di ammissioni che lasciano molto a desiderare, perché il regolamento ha escluso i docenti precari, il personale neo-immesso in ruolo o di ruolo che non ha superato l’anno di prova. Noi ci siamo opposti e attraverso i giudici puntiamo ad allargare la selezione ai precari e alle altre categorie escluse. Non possiamo immaginare cosa potrà accadere tra otto mesi, quando a seguito dei pensionamenti e del mancato turn over, le reggenze con decine di plessi diventeranno la norma. Perché in questa situazione si troveranno 2.500 presidi. I quali dovranno fare i conti con tutte le necessità scolastiche, ad iniziare da quella della sicurezza degli istituti, metà dei quali costruiti prima degli anni Settanta. Il nostro sindacato, con Udir, aveva portato una serie di emendamenti alla Legge di Stabilità al Senato, dove sono stati respinti. Questa settimana ci abbiamo riprovato alla Camera. Se anche questi decadranno, la via giudiziaria diventerà l’unica percorribile.

fonte foto: Il Messaggero Veneto

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