Home News L’insegnante D’Amore: “Voterò ancora PD e vi spiego perché. La Buona Scuola ci ha dato 4 miliardi”

L’insegnante D’Amore: “Voterò ancora PD e vi spiego perché. La Buona Scuola ci ha dato 4 miliardi”

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di Martina Gaudino

In un momento storico in cui sono proprio gli insegnanti ad aver decretato la sconfitta del PD, c’è ancora chi nel mondo della scuola ritiene di voler dare fiducia al Partito Democratico e alle politiche scolastiche. La professoressa Nunzia D’Amore, 39 anni di Mariglianella, in provincia di Napoli, ha raccontato alla redazione di OggiScuola, il proprio parere sul futuro della scuola sotto la guida del Pd. Mamma di due bambini e moglie felice, Nunzia è una maestra da circa 17 anni.
Dopo il Referendum, gli insegnanti hanno decretato la sconfitta del Pd di Renzi. Cosa la spinge oggi a votare ancora per il Partito Democratico?
Il referendum costituzionale, a mio avviso, andava sostenuto e bisognava votare Si. Il paese ha bisogno di essere rimodernato, era una giusta opportunità di crescita per la nostra nazione. Le insegnanti, o almeno una parte, hanno approfittato di questo momento per accodarsi a quell’onda populista e per esprimere un certo dissenso nei confronti di Matteo Renzi. Personalmente voto PD non per opportunità ma perché credo nel progetto riformista del più grande partito iscritto nella grande famiglia del socialismo europeo. Se penso al PD, penso alle leggi contro il caporalato, alle unioni civili e quelle ancora da approvare quali lo ious soli e il biotestamento. Ecco, questi sono dei buoni motivi per sentirsi parte di questo partito, plurale e dinamico.

Con la Buona Scuola di Renzi milioni di docenti “grazie” all’algoritmo impazzito sono stati trasferiti a centinaia di km da casa. Da insegnante e mamma, come valuta le decisioni dei tribunali che hanno dato torto a questo sistema più e più volte?
La Buona Scuola ha tante lacune, non voglio approfittare di una triste storia per fare una polemica ma solo per riflettere su alcune questioni. Il fatto è abbastanza semplice: una maestra, attivista grillina in Sicilia, non si presenta in classe a Torino, utilizzando i permessi previsti dalla legge e continuando a percepire -legittimamente- il suo stipendio. L’Ufficio Scolastico Provinciale ha aperto un’indagine. Però un paio di riflessioni vanno fatte. La prima: queste sono le stesse persone che fanno la morale sull’etica dei comportamenti pubblici e poi si comportano peggio degli altri. Come definire la scelta di prendersi uno stipendio e lasciare una classe senza insegnante? Questo è un problema noto, quello dei docenti che accettano la cattedra in regioni diverse da quelle dove risiedono e poi presentano i certificati medici o millantano (in alcuni casi) problemi familiari per restarsene a casa. L’esito di questi comportamenti? I dirigenti non trovano per i bambini supplenti che garantiscano la continuità didattica e non va bene. La seconda riflessione è che molto spesso sento dire che chi sarà al nuovo governo del Paese, cancellerà la legge 107. Una proposta ad effetto di cui non si chiarisce l’esito più immediato: i licenziamenti. Piaccia o meno la buona scuola ha messo sul piatto 4 miliardi di euro. Mi aspetto, dunque, che qualcuno sia pronto a spiegare quali saranno le conseguenze di questa scelta.

Quale potrebbe essere, a suo avviso, la nuova strada del Pd in tema di rilancio del settore istruzione?
Diciamo che ci sono ancora delle partite aperte. Il PD deve ancora risolvere alcuni nodi tipo la stabilizzazione delle G.A.E. infanzia. In Italia si stima ancora una graduatoria di circa 12 mila insegnati ancora in attesa di vedere coronato il loro sogno di sentirsi maestre a tutti gli effetti. Il precariato a tempo indeterminato va abolito.

Come giudica l’operato della ministra Fedeli che, in taluni casi, sembra andare contro le volontà del precedente governo Renzi?
La ministra Fedeli, è una donna molto determinata, al contrario della ministra Gelmini e Giannini, dimostra di essere più preparata nel settore scuola. Dimostra di essere molto attenta e predisposta al dialogo. Viene dal sindacato e conosce bene le esigenze dei lavoratori. La scuola ha bisogno di personaggi di come lei. Sono fiduciosa ma soprattutto spero che ci siano altre risorse da impiegare nella scuola.

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