Home News Pedagogia, Novara: “Ogni epoca ha i suoi eccessi, oggi le certificazioni”

Pedagogia, Novara: “Ogni epoca ha i suoi eccessi, oggi le certificazioni”

8 min read
0
novara

“Le certificazioni in Italia sono in continuo aumento da 15 anni, sono praticamente raddoppiate, lo dice l’Istat e nessuno ha considerato questa situazione come un elemento di eccesso. Il mio libro, per la prima volta in Italia, denuncia l’eccesso”. Inizia cosi’ l’intervista dell’Agenzia Dire a Daniele Novara, pedagogista e autore del libro ‘Non e’ colpa dei bambini. Perche’ la scuola sta rinunciando a educare i nostri figli e come dobbiamo rimediare. Subito’ (edizioni BUR-Rizzoli).

“Ogni generazione sembra avere i suoi eccessi medici- continua il formatore- quando ero piccolo c’era l’eccesso delle tonsille, ovvero tutti i nati degli anni ’50 non hanno piu’ le tonsille perche’ la moda era quella di toglierle. Oggi, a distanza di 50 anni, abbiamo capito che e’ stata una stupidaggine assoluta. Le donne degli anni ’70, in una sorta di saldatura tra le ragioni del femminismo e quelle delle industrie farmaceutiche che producevano il latte artificiale, sono state sollecitate a passare al latte artificiale. Per cui chi e’ nato in quegli anni spesso non e’ stato allattato al seno. Anche oggi c’e’ un eccesso, una saldatura fra l’ansia genitoriale di trovare una sorta di diagnosi, che in qualche modo dia delle spiegazioni, e, ovviamente, un circuito di medicalizzazione che ha i suoi interessi”.

Da qui la denuncia di Novara: “Stiamo vivendo una situazione anomala a livello italiano- sottolinea il pedagogista- quando a scuola (Nido, Materna, Elementare o altro) tende a comparire un problema di comportamento o emotivo ecco che immediatamente, e senza alcun filtro intermedio, il caso viene passato alla neuropsichiatria, finendo sul binario delle diagnosi e delle certificazioni. È come se l’unico pensiero che in automatico si abbia di fronte a un bambino difficile sia quello di un disturbo neuropsichiatrico. Lo ritengo un equivoco grave- afferma il fondatore del Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti (Cpp)- che sta danneggiando profondamente una generazioni di bambini e di ragazzi”. Ad essere sbagliato e’ il tavolo di lavoro. “Non puo’ essere quello neuropsichiatrico, deve essere quello educativo. Il primo passo e’ la verifica educativa.

“Non e’ pensabile che le terapie partano senza neanche chiedere ai genitori quanto tempo i loro figli ‘fuori uso’ di 6 anni passino davanti ai videoschermi, videogiochi e alla televisione. Quanto tempo dormono? Dormono nel lettone o nella loro cameretta? Chi li pulisce in bagno? Dormono ancora con il pannolino? Le domande educative non vengono fatte- continua Novara- si fanno solo dei test psicodiagnostici. È questa l’assurdita’. Per agire bisogna capire la causa profonda e non le conseguenze finali, altrimenti siamo alla cattiva medicina. C’e’ una latitanza educativa complessiva e il governo deve intervenire su questa deriva di eccessi di certificazioni e diagnosi- consiglia Novara- ci vuole un piano Marshall per educare le nuove generazioni e mettere i genitori nelle condizioni di farlo. Il governo deve sostenere le funzioni educative dei genitori e degli insegnanti attraverso specifici interventi: scuole e sportelli di consulenza pedagogica per i genitori, da istituire nelle istituzioni pubbliche come accade nel resto d’Europa; e progetti di trasformazione qualitativa per le scuole”.

Nel libro il pedagogista propone di riconsiderare i modelli di valutazione scolastici “che attualmente alimentano le certificazioni. Dobbiamo passare dalla valutazione assoluta a quella evolutiva per avere una scuola diversa che promuova l’inclusione e che sappia valutare gli alunni in base ai loro progetti educativi graduali, e non ad un allineamento rispetto allo standard previsto. Basterebbe solo questo per far fuori la retorica sulle certificazioni e tutte le etichette di Adhd, disturbo oppositivo provocatorio, disturbo della regolazione, dislessia, disgrafia e tanto altro”. Le certificazioni hanno un costo. “Quando c’e’ un bambino con una certificazione, in base alla legge 104, bisogna mettere in campo un insegnante di sostegno e il Comune deve mettere a disposizione un assistente. Nel mio libro denuncio che i Comuni negli ultimi 10 anni hanno triplicato le spese a favore degli assistenti per la disabilita’ scolastica- fa sapere il pedagogista- e poi non ci sono i soldi per fare altro e nemmeno i miglioramenti. I disabili aumentano: il 2017 e’ l’anno peggiore in assoluto, con un aumento del 6%. Il governo deve fare leggi per sostenere le funzioni educative dei genitori, non per sostenere le funzioni neuropsichiatriche della societa’. Faccio 500 consulenze l’anno, centinaia di genitori ci seguono e ottengono dei risultati. I problemi dei bambini sono di crescita, di sviluppo e di maturita’- conclude Novara- stiamo perdendo la capacita’ di riconoscere i comportamenti infantili”.

articoli correlati
Altri articoli by Martina Gaudino
Altri articoli in News
Comments are closed.

Check Also

San Giorgio a Cremano, insegnante 50enne si toglie la vita

E’ tragedia a San Giorgio a Cremano, in Provincia di Napoli. Un insegnante di appena…