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Tredicesima docenti: ecco quando verrà pagata

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busta paga

Tutti i lavoratori assunti, e cioè con un contratto di lavoro subordinato, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, hanno diritto alla tredicesima. Ne hanno diritto anche le colf e le Badanti. E’ uno stipendio aggiuntivo che viene solitamente pagato nel mese di dicembre.

E quando si paga la tredicesima? La legge non prevede una data precisa. I contratti collettivi di riferimento contengono indicazioni tipo “in occasioni delle feste natalizie.” Solo alcuni contratti prevedono una scadenza precisa. Nel caso dei docenti quest’anno la tredicesima la riceveranno il 15 dicembre.

Ma è anche possibile, previo accordo tra lavoratore e datore di lavoro, che venga pagata un po’ ogni mese e inserita nella normale retribuzione mensile.

Se ne ha diritto anche se il rapporto di lavoro si interrompe prima della fine dell’anno solare.

Corrisponde a 1/12 della retribuzione annua lorda. Deve essere calcolata sugli effettivi mesi di lavoro effettuati. Se avete lavorato per sei mesi a 2mila euro di paga mensile lorda, ad esempio, la tredicesima sarà uguale a:

2mila X 6 = 12mila

12mila : 12 = 1.000

La retribuzione annua lorda viene calcolata sommando la paga mensile lorda, a sua volta formata dalla somma della paga base, degli scatti di anzianità, della contingenza, dell’assegno supplementare e del superminimo. Secondo il diverso contratto di lavoro, la paga mensile può essere uguale ogni mese oppure no. Per questo, quando si calcola la retribuzione annua lorda, bisogna fare attenzione e controllare tutti i cedolini in modo da non fare errori. Essendo una frazione della retribuzione annua lorda, dal calcolo della tredicesima vanno esclusi i compensi da lavoro straordinario, altri compensi extra e i bonus occasionali.

Da quanto abbiamo visto nel paragrafo sul calcolo della tredicesima, è facile capire come questa maturi per tutto il periodo di lavoro effettuato e quindi per tutto l’anno qualora si lavori per quel datore di lavoro per 12 mesi. Matura anche quando il lavoratore è in ferie, in malattia, in infortunio, in maternità, in congedo matrimoniale, in cassa integrazione, in riposo giornaliero per allattamento. E matura anche durante il periodo di prova. Non matura invece quando il lavoratore svolge lavoro straordinario, sulle indennità per ferie non godute o è in aspettativa.

La tredicesima è un diritto anche per le colf e le badanti, e la si calcola con le stesse modalità descritte sopra. Anche alcune categorie di pensionati ne hanno diritto. In questo caso non la ricevono nella forma di un tredicesimo assegno, ma viene spalmata sulle dodici mensilità.

Per i docenti il calcolo è invece più complesso. Viene calcolata per ogni mese di servizio e per ogni periodo lavorato superiore ai 15 giorni. E non matura quando il docente si assenta per motivi familiari o personali e nei casi in cui sia stato sospeso per motivi disciplinari.

La tredicesima è assoggettata ai normali contributi previdenziali e alle normali ritenute fiscali. Non sono previsti invece gli assegni per il nucleo familiari. Non sono nemmeno previste le detrazioni per lavoro dipendente o per familiari a carico. Le aliquote che vengono applicate alla tredicesima sono quelle già utilizzate per le retribuzioni passate.

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