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La didattica delle emozioni condivise: proposte per una metodologia interdisciplinare sperimentale

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disegno didattica

di Marco Gaudino

tratto dal libro di prossima pubblicazione: La scuola dentro 

                                                               Premessa

Immaginate di recarvi al cinema per assistere alla proiezione di un film, dove le scene sono montate senza senso logico e di tempi.

Vi annoiereste?

 Penso proprio di sì, ma soprattutto contestereste e vi fareste rimborsare i soldi del biglietto.

Possiamo, per intenderci con facilità, paragonare una giornata di lezione in una scuola secondaria di primo grado ad esempio, alla visione di un film proiettato con scene in ordine o in disordine.

Approfondendo in seguito i possibili modi di operare, nel rispetto di un ipotetico orario interno disciplinare quale italiano-arte e immagine – musica – tecnologia e informatica-religione, potremo ipotizzare le ragioni dell’insofferenza dei giovani nei riguardi della scuola contemporanea, cercando soluzioni progettuali alternative nel rispetto delle prospettive pedagogiche possibili e spesso non attuate.

Lo sviluppo intellettivo deve necessariamente passare, per percorsi formativi che prevedano alla loro base il senso logico, il quale è subordinato all’analisi degli elementi con cui si opera.

 L’acquisizione dell’elasticità mentale intesa come collegamento tra le cose, gli elementi, gli eventi, le esperienze umane, dovrebbe rappresentare la meta fondamentale di progettazioni concordate mirate a percorsi interdisciplinari ragionati.

La cultura del caos che sta dominando la nostra epoca, provocando tanti disagi, deve necessariamente essere modificata dalla “scuola”, unico organismo sociale educativo e didattico capace di intervenire, prevenendo l’autodistruzione delle capacità di pensiero logico e costruttivo in cui il mondo si sta orientando.

La “vita difficile” che nasce dall’egoismo di tutti, dall’incapacità di vivere bene la propria esistenza perché condizionata dalle tendenze, dai falsi arrivi consumisti, dai bisogni di sopraffazione scaturiti da complessi d’inferiorità nella non accettazione dei propri limiti e radici, potrebbe essere migliorata dallo sviluppo dell’analisi, del senso logico, delle capacità di elasticità mentale.

Gli insegnanti hanno il difficile compito di riordinare le scene di quel grande film che è la nostra vita, della quale tutti si lamentano, sentendosi a seconda delle situazioni: giustizieri, giustiziati, o ingiustamente collocati.

Partendo da una giornata di lezione svolta in una scuola secondaria di primo grado nella ricerca del senso logico operativo, paragonando i contenuti delle materie che si susseguiranno nelle varie ore, alle scene di un film montate in ordine o in disordine; le possibilità operative sono due: la prima applica il metodo dei collegamenti interdisciplinari ed è quella che qualificheremo “dell’ordine”, la seconda quello dell’anarchia di insegnamento che in questo frangente definiremo “in disordine”.

In quella “in disordine” ogni docente insegna e spiega argomenti che non si collegano in nessun modo tra di loro, e come nella visione di un film con scene senza nesso, genera noia e senso del caos.

E ‘inutile dire che la metodologia più idonea a formare menti in grado di collegare, fondere, progettare con senso logico la propria esistenza è quella interdisciplinare. In questo tipo di metodologia, non dovrebbero mai essere tralasciati gli spunti educativi trasversali tra le materie connesse, atti alla formazione della persona; si troveranno esempi negli schemi che seguiranno.

 Io dividerei la metodologia interdisciplinare, in due tipologie di partenza ed una premessa, per la realizzazioni di lavori giornalieri per gruppi:

La premessa che dovremmo considerare essenziale è quello di iniziare a progettare da una qualsiasi materia, collegandosi alle altre, ricercando i punti di congiunzione nei nuclei fondanti delle discipline stesse.

 Ad esempio: la Musica si collega alle lettere per ritmica, senso logico di lettura, senso estetico ed espressivo, comunicazione, interpretazione, libertà poetiche; si collega alla matematica per divisione dei valori ritmici e nei tempi, nelle forme musicali, nel senso logico, nella codificazione dei segni, nel modo e nei tempi in cui si fondono i suoni, nella fisica stessa del suono; si collega alla religione per la grandezza della creazione del mondo e dell’uomo nel vissuto di un Dio artista e creativo ecc.

 Possiamo considerare la premessa il sistema per potersi collegare, partendo da un argomento, più facilmente; avendo anteposto la connessione tutte le discipline in relazione ai loro fondamenti. Dovrebbe essere un compito da discutere, a mio avviso, nel collegio dei docenti. Il secondo modo di creare collegamenti può essere quello ipertestuale di cui troverete degli esempi più avanti.

 Il metodo interdisciplinare trova le sue motivazioni di applicazione Istituzionale sia nei P.T.O.F che nelle progettazioni concordate.

È assurdo che esso sia tanto trascurato dai docenti.

Loro, nonostante si sforzino di “progettare” insieme, non riescono mai o “quasi” a lavorare “insieme”.

Durante i consigli di classe si discute sull’andamento educativo e didattico degli alunni, ma non si progetta mai una lezione “insieme”.

Questo è uno dei motivi per cui, ancora oggi, vige il disordine nel collocare le discipline scolastiche anche tra docenti.

Ancora si crede che alcune materie siano più formative di altre e, spesso, gli alunni si comportano di conseguenza!

Tutto ciò è assurdo, anticulturale e diseducativo.

Indubbiamente non esistono discipline più importanti di altre ma semplicemente materie su cui si costruisce la cultura “unitaria”.

Il giorno in cui si intenderà che il senso dello studio delle materie scolastiche è nella loro interazione e fusione, la questione sarà risolta!

La cultura cognitiva e della collaborazione anteposta a quello del caos e dell’isolamento può cambiare la società in cui viviamo rendendola più assennata e compatta?

E’ questa la sfida di una ricerca metodologica che deve puntare non solo alla formazione di cittadini saccenti, ma soprattutto a cittadini pensanti nel sociale e non nell’egoismo dell’essere.

IPOTESI DI PERCORSI GIORNALIERI D’INSEGNAMENTO INTERDISCIPLINARE E/O DELLA FORMAZIONE CULTURALE “UNITARIA”

 Prima ora: Italiano

Concordare con i colleghi delle altre ore quali Arte, Musica, Tecnologia, Religione, un percorso educativo e didattico, sarebbe davvero come mettere ordine alle scene di un film che altrimenti si susseguirebbero senza logica con possibili conseguenze di “noia” e senso del subbuglio per gli alunni.

Proviamoci con degli esempi indicativi che devono ritenersi spunti operativi.

 Li possiamo definire per esemplificazione schematica:

Moduli interdisciplinari

  NAPOLI: ARGOMENTO MODULANTE

Prima ora, lettere: letture inerenti la città di Napoli tra storia e tradizioni. Commenti e analisi dei contenuti. La filosofia del popolo Partenopeo nei suoi pregi e difetti.

Seconda ora, arte e immagine: monumenti, storia, dipinti e opere presenti nei musei napoletani. Realizzazione artistica della maschera di Pulcinella, storia, tradizioni, filosofia. Napoli e il senso estetico inteso come senso del bello, tra paesaggi e bellezze naturali.

Terza ora, musica: Napoli e le sue canzoni. La tarantella e la figura di Pulcinella. I compositori della scuola Napoletana. Ascolto guidato. Esecuzioni strumentali.

 La creatività del popolo partenopeo e l’ispirazione emozionale.

Il concetto di sensibilità e passionalità.

Quarta ora, tecnologia e informatica: Storia e architettura del centro direzionale di Napoli.

 Il senso della progettazione intesa come costruzione esistenziale.

Quinta ora, religione: Storia e tradizioni del Santo patrono di Napoli, San Gennaro.

 La fede intesa come credo di realizzazione di eventi futuri.

Esempio numero due

Prima ora, storia e geografia: il Brasile tra storia, tradizioni, geografia. La vita in Brasile in relazione allo stile Italiano.

Seconda ora, musica: la musica Brasiliana. Ascolto guidato, analisi musicologica della samba, movimenti e ritmo. Visione del ballo.

Terza ora, scienze motorie: corpo ed emozioni, balliamo la samba.

Analisi delle tensioni corporee in relazione all’esperienza motoria del ballo.

Quarta ora, arte e immagine¬: l’arte in Brasile, disegna le posizioni della samba.

Quinta ora, matematica: lezione sull’importanza dei collegamenti nello sviluppo del senso logico. La logica dei numeri e la formulazione di regole e teoremi. Il numero di abitanti presenti in Brasile e le regole di quantizzazione.

Le distanze chilometriche tra Italia e Brasile: ipotesi di calcolo.

 La geometria di una cartina geografica: le forme geometriche dello stivale Italiano e del Brasile.

        Esempio numero tre

Prima e seconda ora, matematica: compito in classe.

Lezione educativa su: il senso delle verifiche tra confronto, accettazione, competizione, migliorarsi per crescere.

 Il ragionamento matematico,

Terza e quarta ora, lettere: compito in classe.

Lezione educativa su: l’importanza del saper scrivere e porsi agli altri come identità capaci di collegare ragionamento con forme letterarie scritte e orali in maniera fluida, tanto da dominare su lettore ed interlocutore.

 Convincere è vincere.

  Il ragionamento letterario.

Quinta ora, ed.motoria: il senso della competizione ”sportiva” tra voglia di saper fare nel dominio delle proprie risorse e il confronto agonistico. Il ragionamento tattico. Esercitazioni motorie. La mattina invece della solita campanella d’ingresso, proporrei di accogliere gli alunni con un brano musicale che potrebbe essere l’inizio di un modulo interdisciplinare, o di una lezione educativa trasversale di concetto.

Prendendo ad esempio, per rendere l’idea, il brano di F. De Andrè – La canzone di Marinella- analizzandone il testo lo collegherei con tutte le discipline: esempio di collegamento ipertestuale

                                                  La canzone di Marinella

Parole di F. de Andrè                                                                             Musica di E. Monti.

Questa canzone in forma di “ballata” è del 1968 e racconta una triste storia d’amore.

 È composta di varie strofe, cantate sulla stessa melodia, leggermente variata in alcuni passaggi.

Conclude con un breve finale.

Questa di Marinella è la storia vera che scivolo nel fiume a primavera ma il vento che la vide cosi’ bella dal fiume la portò sopra una stella

Sola senza il ricordo di un dolore vivevi senza il sogno di un amore ma un Re senza corona e senza scorta bussò tre volte un giorno alla sua porta

Bianco come la luna il suo cappello come l’amore rosso il suo mantello tu lo seguisti senza una ragione come un ragazzo segue un aquilone

E c’era il sole e avevi gli occhi belli lui ti bacio le labbra ed i capelli c’era la luna e avevi gli occhi stanchi lui pose le tue mani sui tuoi fianchi

Furono baci e furono sorrisi poi furono soltanto i fiordalisi che videro con gli occhi delle stelle fremere al vento e ai baci la tua pelle

Dicono poi che mentre ritornavi nel fiume chissà come scivolavi e lui che non ti volle creder morta bussò cent’anni ancora alla tua porta

                                                              Finale

Questa è la tua canzone Marinella che sei volata in cielo su una stella e come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose

E come tutte le più belle cose vivesti solo un giorno come le rose

Il testo è stato riportato volutamente senza punteggiatura, il modulo potrebbe, volendo, partire da ciò

.

Attività proposte

Italiano: aggiungere la punteggiatura al testo della canzone, leggerla poi con senso espressivo.

Come si scrive un testo di una canzone, la poesia di Dante Alighieri.

 Le sue “canzoni”.

Forma della poesia: canzoni e poesie.

Analisi grammaticale e/o logica del brano di DE Andrè.

Storia: la figura del Re nella storia. Il 1968 inquadramento storico dell’epoca in cui è stato scritto il brano, la rivoluzione studentesca.

Geografia: attraverso internet e con l’ausilio della lavagna luminosa, individuare un luogo dove possa svolgersi la storia di Marinella.

 Analisi del contesto geografico e degli elementi paesaggistici che la caratterizzano.

Arte e immagine: disegnare a piacere una delle scene rappresentative del brano.

Realizzare una scenografia sul testo con ipotesi di drammatizzazione.

Tecnologia: ricerca su internet il brano interpretato da De Andrè e crea un video musicale cercando di trovare un senso logico tra immagini e testo.

Inglese: tradurre il testo in inglese e provare a cantarlo, sovrapponendo l’inglese all’italiano durante l’ascolto del brano stesso.

 Differenze fonetiche.

Francese: idem.

Scienze: trovare nel brano gli elementi collegabili alla disciplina scientifica, ovvero: fiume, primavera, vento, aquilone, occhi, labbra, capelli, morte, rose. Scegliere poi la lezione di scienze che si vuole impostare.

Matematica: trasformare in calcolo matematico il testo della canzone.

Questa: parola formata da 5 lettere

Di: 2.

Marinella:7 e così via.

Una volta identificate il numero delle lettere che compongono le parole del testo, creare a piacimento espressioni numeriche o calcoli matematici.

Matematica e vita: la matematica nello sviluppo del senso logico.

 La presenza della matematica nella vita quotidiana, il calcolo delle probabilità nelle situazioni di vita vissuta (esperienze a confronto).

Musica: la forma musicale del brano in questione. Vita e opere di F. De Andrè. Cantiamo o suoniamo il brano. Gli andamenti musicali, lettura e analisi teorica della partitura di De Andrè. La chitarra nell’accompagnamento del brano: cooperare nel senso dell’unione.

Musica classica e musica leggera: il 1968.

Ed. motoria: creare dei movimenti ritmici con il corpo tenendo ben presenti il testo e la musica del brano.

Rappresentazione ritmico-motoria della canzone di Marinella.

Religione: L’amore e la morte in Cristo Gesù.

I moduli interdisciplinari potrebbero essere facilmente realizzati con un po’ di fantasia e conoscenza dei programmi ministeriali relativi all’acquisizione delle competenze specifiche nelle varie discipline.

Nel rispetto delle mete educative finalizzate alla formazione della personalità dei discenti, la preparazione dei moduli, potrebbe avvalersi dell’aiuto di un tutor, individuato in un docente interno o esterno all’istituto scolastico e/o anche nei coordinatori di classe.

Individuare il tutor della preparazione dei moduli interdisciplinari nei dirigenti scolastici, poi, sarebbe la cosa ideale.

Si ridarebbe ai dirigenti quel potere intellettuale del quale sono stati privati, fondamentale per dirigere con una propria impronta ideologica, educativa e didattica, l’Istituto di cui si è responsabili.

Il ruolo del dirigente “burocrate” ed “ispettore” in un’istituzione scolastica è oggi più che mai completamente inutile, ma purtroppo sempre piu’ presente grazie alla legge 107.

La scuola non è una fabbrica né un’industria da far crescere.

Nella scuola gli unici che hanno vera esigenza di crescere sono gli alunni.

I docenti hanno bisogno di figure dirigenziali che assumano i ruoli di coordinatori e supervisori nelle attività programmate.

 Figure che siano di stimolo e incentivo alle attività formative nella loro pienezza culturale.

I tutor prima dell’inizio delle attività didattiche, in conformità dei programmi ministeriali e del piano dell’offerta formativa, formulerebbero ipotesi di moduli interdisciplinari suscettibili di variazioni, in collaborazione con tutti i docenti, da attuarsi nel corso dell’anno scolastico.

Proposte progettuali sperimentali per discipline in compresenza; in due o massimo tre nell’arco di due ore

Musica, strumento musicale, lettere: Drammatizzazioni di poesie, supportate da sottofondo di brani musicali che ne rendono e/o variano lo stile emozionale e interpretativo della scrittura.

Trasformare un testo poetico in una canzone attraverso sostituzione di un testo proprio di una canzone con quello della poesia da voler cantare (collaborazione dei docenti di musica)

Trasformare un testo poetico in una canzone attraverso la composizione di musiche adeguate al testo (collaborazione dei docenti di strumento musicale)

Musica e lettere:             drammatizzazione di un testo con aggiunta dei segni di agogica, dinamici e di espressione del discorso musicale.

Lettere e Tecnologia: simpatichevariazioni di testo di spezzoni e filmati tratti da film storici con doppiaggio dei personaggi ad opera dei ragazzi.

Storia, storia dell’arte, storia della musica: analisi globale di un periodo storico, supportato da immagini e musiche.

Lettere e matematica: trasformazione di un testo letterario in espressione numerica e viceversa con legenda prestabilita.

Geografia e Educazione motoria: analisi geografica di un luogo e il suo ballo caratteristico.

Le competenze e il metodo    

Gli alunni devono senz’altro raggiungere delle competenze al termine di qualsiasi percorso formativo.

Vi sono programmi Ministeriali da seguire e chi, nella scuola vuole apprendere, deve avere la possibilità di farlo in maniera serena e costruttiva.

Io sono convinto che oltre le nozioni, la quantità di argomentazioni e il saper fare, gli allievi hanno prettamente bisogno di acquisire un metodo operativo del saper vivere e saper essere.

Metodo che dovrebbe accompagnarli per sempre, nella progettazione concreta, intuitiva e coerente della propria vita.

La metodologia dei collegamenti in itinere attraverso i moduli interdisciplinari può formare individualità in grado di fondere argomentazioni e discipline, apportando nello sviluppo della personalità grandi potenzialità intuitive, creative, progettuali e di collaborazione.

Personalità intellettive che svilupperebbero, a mio avviso, attraverso l’elasticità mentale nata dal saper fondere e collegare qualsiasi argomentazione, delle capacità intuitive tali da supportare la ricerca in tutte le sue variabili; da quella scientifica a quella letteraria e artistica.

Si riuscirebbe a concepire, forse, che tutto e collegabile a tutto dove l’uomo “è” fondamentalmente il “Tutto”.

Oggi la società intellettuale sta andando verso la formazione di figure professionali sempre più specializzate, ma poco aperte all’esplorazione ed alla cooperazione con quel “tutto” culturale che forma, apre, unisce, vince!

La metodologia legata ai collegamenti interdisciplinari quale strategia per raggiungere conoscenze unitarie sulle argomentazioni, dovrebbe avere nelle scuole di ogni ordine e grado, massimo rilievo.

Solo attraverso l’analisi di tutti i possibili collegamenti tra le discipline e non solo, l’alunno potrà centrare se stesso.

La meccanica quantistica ci insegna che siamo molecole in movimento, ognuna collegata a un’altra.

Se una di esse si muove in un verso o viceversa, attrae a se le altre che nel bene e nel male condizionano l’esistenza di altre ancora.

 Ognuno di noi può condizionare gli altri e altri ancora altri, all’infinito e a mio avviso così il lavoro di gruppo, soprattutto nella scuola teso a raggiungere degli obiettivi EDUCATIVI e didattici unitari e condivisi.

L’educazione ai collegamenti interdisciplinari nelle scuole di ogni ordine e grado è la chiave per abituare l’uomo a comprendere il senso del SOCIALE CULTURALE e non di TENDENZA.

 

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