Web

Cassazione: commette il reato di falso ideologico il prof che altera le presenze sul registro di classe

3  min di lettura

La falsa attestazione della presenza di un alunno sul registro di classe configura sempre il reato di falso ideologico. E’ quanto stabilito dalla sesta sezione penale della Corte Suprema di Cassazione con la sentenza numero 9155/2017 intervenendo sulla vicenda di un istituto paritario in provincia di Salerno.

La scuola privata aveva consentito l’accesso agli esami di maturità a studenti che non avevano rispettato l’obbligo minimo di frequenza delle lezioni, ovvero almeno i tre quarti del monte ore annuale complessivo. I registri di classe, infatti, riportavano falsamente la presenza in classe di alunni che si trovavano in quel momento non solo sul posto di lavoro, ma anche in città distanti alcune centinaia di chilometri dall’istituto scolastico in questione.

I giudici della sesta sezione penale della Cassazione sostengono che “il falso che può produrre gli effetti di far risultare una condizione giuridica significativa (qual è la presenza in classe per gli effetti sulla carriera scolastica) non è affatto innocuo, e che il concetto di utilità riferito a garantirsi un adeguato vantaggio personale nel caso concreto non è certo condizione del reato per il quale sia sufficiente una alterazione del vero con effetti giuridicamente rilevanti”.

I commenti sono chiusi.