Home Didattica Bisogni educativi speciale (BES). Il piano didattico personalizzato (PDP) per alunni con Dsa: tempistica e adempimenti

Bisogni educativi speciale (BES). Il piano didattico personalizzato (PDP) per alunni con Dsa: tempistica e adempimenti

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bes dsa

di Vincenzo Scarpellino, pedagogo e formatore

Il PDP per alunni che presentano una diagnosi di DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento – codici nosografici compresi nella categoria F 81 dell’ICD-10, Disturbi evolutivi Specifici delle Abilità Scolastiche) è previsto  dal DM n. 5669 del 12/7/2011, artt. 4 e 5 e dalle allegate Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento. Questi alunni, quindi, hanno diritto di fruire di adeguati interventi pedagogico-didattici, individualizzati e personalizzati, con metodologie e strategie finalizzate allo sviluppo delle abilità di letto-scrittura e di calcolo e di strumenti compensativi e misure dispensative, il tutto pianificato e dichiarato, appunto, all’interno di un Piano Didattico Personalizzato.

Ma quando bisogna predisporre il Piano? Quali figure coinvolge? Quale procedura seguire?  

Il PDP, in presenza di una diagnosi di DSA, deve essere predisposto entro i primi tre mesi dell’anno scolastico secondo una procedura che coinvolge il Dirigente Scolastico, il Coordinatore di classe e i docenti, il Referente per i BES (o DSA o figura analoga), i genitori e, laddove possibile, anche lo specialista che ha redatto la diagnosi:

  1. I genitori dell’alunno consegnano alla scuola la diagnosi, unitamente alla richiesta al Dirigente Scolastico di porla a fascicolo dell’alunno e di elaborazione del PDP da parte del Consiglio di Classe o del team docente se scuola primaria (in genere gli Istituti sul sito web riportano anche un format della richiesta, nella sezione modulistica). Il tutto deve essere protocollato.
  2. Il Coordinatore di Classe viene posto a conoscenza della diagnosi e della citata richiesta di PDP ed informa i docenti del Consiglio di Classe o di Interclasse. Con il Referente BES (o DSA o figura analoga) d’Istituto, contatta i genitori e lo specialista (può anche essere un privato convenzionato) che ha elaborato la diagnosi e li convoca per un incontro preliminare nel quale, in un clima di collaborazione,  si scambiano informazioni e pareri utili alla redazione del Piano, soprattutto per quanto attiene l’adozione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi. L’incontro è presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato (in genere il Referente BES).
  3. Gli insegnanti, in sede di Consiglio, indicano per la propria disciplina gli obiettivi didattici personalizzati, le misure dispensative, gli strumenti compensativi, i criteri valutativi, sulla base del format di PDP adottato dall’Istituto. Al termine lo approvano con relativa verbalizzazione e lo firmano. Al Consiglio di Classe, per la stesura del Piano, può partecipare, con funzioni di consulenza, anche il Referente BES.
  4. Il Coordinatore di classe, con il Referente BES, convoca i genitori per la firma del Piano. Riassumendo, quindi, il PDP deve essere firmato dagli insegnanti della classe, dai genitori, dal Dirigente Scolastico e dal Referente BES, se la procedura d’Istituto prevede anche la firma di quest’ultimo.
  5. Dopo la firma, il PDP deve essere protocollato ed una copia viene consegnata ai genitori.

Nel caso in cui la diagnosi venga consegnata nel corso dell’anno scolastico, quindi dopo i primi tre mesi, la procedura resta immutata; si cercherà, però, di snellire i tempi di redazione del PDP.

Il Piano deve essere riformulato ogni anno e può essere aggiornato o rivisto anche nel corso dell’anno scolastico.

Infatti, non bisogna mai dimenticare che il PDP non consiste in un mero  adempimento burocratico, ma è uno strumento di flessibilità sul piano organizzativo, pedagogico (educativo) e didattico.

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