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Sono un’insegnante italiana e me ne vergogno

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triste donna insegnante

di Federica De Carlo

Sono un’insegnante italiana e me ne vergogno. Mi vergogno perché a 34 anni ho dovuto prendere in mano la mia vita e andarmene dal mio Paese. Oggi vivo a Bristol nel Regno Unito, come tutti gli inglesi seguo con piacere le vicende reali e sono felice, felice di non dover più avere a che fare con quella che hanno avuto il coraggio di chiamare “Buona Scuola”. Le mie parole sono forti e so che molti colleghi non condividono ciò che dico.

Sono un’insegnante italiana e me ne vergogno. Mi vergogno di aver scelto questo mestiere che nella mia terra non è possibile. Dopo anni di studio, di soldi spesi per il Tfa, di speranze di entrare in classe, mi sono trovata in mezzo a un mare di colleghi che con me aspettavano la svolta che non è arrivata. Mi sono lanciata nel privato, conosco l’inglese come la mia lingua madre e ho scelto di inviare il mio cv ad un’azienda internazionale che mi ha assunta per corsi in azienda. Non ero felice.

Sono un’insegnante italiana e me ne vergogno. Mi vergogno perchè dopo aver lasciato Napoli ed essermi trasferita a Milano, con un matrimonio finito dopo pochissimo, ho detto “adesso basta! si cambia vita”. Ho costretto mia madre 70enne a seguirmi nel Regno Unito, l’ho portata via. Papà non c’è più ed io non ho fratelli o sorelle su cui poter fare affidamento. Ho sradicato mia madre dalla nostra terra. Lei, insegnante brillante per una vita intera che mi ha trasmesso l’amore per questo mestiere, ha dovuto assistere al mio fallimento in Italia.

Sono un’insegnante italiana e me ne vergogno. Mi vergogno perché per avere uno stipendio decente e un lavoro continuativo ho dovuto fare migliaia di chilometri e arrivare a Bristol.

Mi vergogno d’aver scelto questo lavoro in Italia.

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