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Registro elettronico, i rischi che corre il docente che non registra l’attività

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La compilazione del registro è per un docente un’abitudine acquisita, una pratica che non richiede grandissimo impegno, non per mancanza di concentrazione, ma perché rientra nelle azioni del vivere quotidiano. Eppure, può accadere di rischiare grosso in alcuni casi.

L’utilizzo del registro elettronico che nella scuola italiana sta sempre più prendendo il largo, può portare i professori a fare un po’ di confusione. Questo perché è pratica diffusa continuare a mantenere un registro cartaceo personale o condiviso con i colleghi da utilizzare al momento delle lezioni, ma che poi va trasportato in formato digitale.

La scuola italiana, infatti, non è ancora organizzata al centro per cento per l’uso del registro elettronico. Mancanza di connessione, problemi alla rete e altro, possono infatti compromettere l’uso del sistema digitale. In quel caso, è normale avere un registro cartaceo, ma si finisce quasi sempre a rimandare la compilazione di quello elettronico di giorno in giorno.

Tale procedura è assolutamente sconsigliata in quanto, anche per una sola incongruenza tra il cartaceo e l’elettronico, il docente che ha compilato può incorrere nella responsabilità prevista dal codice penale all’articolo 479 che prevede la falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale nel compimento di atti pubblici.

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