Home Didattica Docenti di sostegno: primi adempimenti per non ‘disorientarsi’. Certificazione, DF, PDF, PEI, PDP: funzioni e tempistica

Docenti di sostegno: primi adempimenti per non ‘disorientarsi’. Certificazione, DF, PDF, PEI, PDP: funzioni e tempistica

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di Vincenzo Scarpellino, pedagogo e formatore

La consultazione del fascicolo dell’allievo disabile è finalizzata innanzitutto alla lettura e all’analisi prospettica della Certificazione, della Diagnosi Funzionale (DF), del Profilo Dinamico Funzionale (PDF) e del PEI (Piano Educativo Individualizzato). Daremo una breve disanima di questa documentazione per cogliere gli elementi che immediatamente interessano il docente di sostegno da un punto di vista progettuale e di tempistica, avvertendo preliminarmente che, allo stato attuale della normativa, solo il PDF e il PEI prevedono una partecipazione diretta dell’insegnante di sostegno (e non solo) alla relativa elaborazione.

La Certificazione individua l’allievo come soggetto portatore di handicap e gli assicura le garanzie previste dalla normativa sulla disabilità; è il risultato di un accertamento collegiale della Commissione medica dell’ASL e può ottenersi solo su richiesta della famiglia. La Certificazione identifica la patologia, ne precisa la possibile gravità e la richiesta di sostegno scolastico. Da quanto riportato ricaviamo quattro punti fondamentali: 1. è disabile solo ed unicamente il soggetto con Certificazione; 2. quest’ultima può essere richiesta solo dai genitori e non da altri soggetti (compresa la scuola); 3. non può essere messa in discussione neppure dall’insegnante più competente o volenteroso; 4. il soggetto certificato ha diritto al sostegno e la scuola ha il dovere di assicurargli tale servizio. La tempistica della Certificazione esula dalle competenze dell’insegnante di sostegno.

Alla Certificazione segue la Diagnosi Funzionale che viene redatta dall’Unità Multidisciplinare dell’ASL (composta dallo specialista, dal neuropsichiatra infantile, dal terapista della riabilitazione e dagli operatori sociali dell’ASL di appartenenza del soggetto), essa contiene la “descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psicofisico dell’alunno handicappato con riguardo agli aspetti clinici e alle diverse aree psico-sociali – area cognitiva, affettivo-relazionale, linguistica, sensoriale, motorio-prassica, neuropsicologica, autonomia”. La DF, come l’accertamento o Certificazione, deve essere consegnata dalla famiglia alla scuola ed anche in questo caso la tempistica non rientra nelle competenze dell’insegnante di sostegno.

Sulla base della DF si elabora il Profilo Dinamico Funzionale che costituisce “la descrizione delle difficoltà e dello sviluppo potenziale dell’alunno nei tempi brevi (sei mesi) e medi (due anni)”; è elaborato da un gruppo misto che prevede personale dell’Unità Multidisciplinare dell’ASL, dai docenti curriculari, dal docente di sostegno e dai familiari dell’alunno (o da un genitore oppure da un tutore). Tale gruppo appone le firme in calce al documento. Il PDF riporta contenuti riguardanti “l’asse cognitivo, affettivo-relazionale, comunicazionale, linguistico, sensoriale, motorio-prassico, neuropsicologico, l’autonomia e l’apprendimento” e per ogni asse va analizzato il funzionamento e il livello di sviluppo. In pratica, mentre la DF “fotografa” lo stato del soggetto, Il PDF ne dà una lettura di tipo evolutivo basata sui dati dell’osservazione delle risposte del soggetto nei contesti di interazione (sociali, familiari, scolastici ed altro). In questo caso la tempistica coinvolge il docente di sostegno e il GLH: quando deve essere aggiornato tale documento? Per chiarezza, riporto integralmente il dettato del D.P.R. 24 febbraio 1994, art 4, punto 4: “In via orientativa, alla fine della seconda elementare, della quarta elementare, alla fine della seconda media, alla fine del biennio superiore e del quarto anno della scuola superiore, il personale di cui agli articoli precedenti traccia un bilancio diagnostico e prognostico finalizzato a valutare la rispondenza del profilo dinamico funzionale alle indicazioni nello stesso delineate e alla coerenza tra le successive valutazioni, fermo restando che il profilo dinamico funzionale è aggiornato, come disposto dal comma 8 dell’art. 12 della legge n. 104 del 1992, a conclusione della scuola materna, della scuola elementare, della scuola media e durante il corso di istruzione secondaria superiore.”. Dalla lettura dell’articolo si può ricavare che il PDF non solo deve essere elaborato, ma anche aggiornato  a seguito di opportuna valutazione. Segnaliamo, ora, alcuni punti che possono servirci come riferimento: 1. il PDF è il primo documento al quale il docente di sostegno e la scuola “pone attivamente mano”; 2. non può (non dovrebbe) essere elaborato dal solo docente di sostegno ma anche dai docenti curriculari insieme all’Unità multidisciplinare e alla famiglia; 3. la tempistica chiama in causa il docente di sostegno che insieme al Referente per l’inclusione (o la Funzione strumentale) deve leggere bene le date di redazione o aggiornamento; 4. deve essere firmato da tutti i redattori.

La DF e il PDF costituiscono la base, direi oggettiva, per la redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) che è “il documento nel quale vengono descritti  gli interventi finalizzati alla piena realizzazione del diritto all’educazione, all’istruzione ed all’integrazione scolastica” (DPR 24/02/1994, art. 5). Il PEI viene elaborato con il contributo degli insegnanti curriculari, del docente di sostegno, dei genitori, dagli operatori dell’ASL e dalle figure che ruotano attorno all’allievo per favorirgli lo sviluppo e l’integrazione, nel corso di un apposito incontro del GLHO (Gruppo di Lavoro per l’Handicap Operativo). Il PEI contiene e indirizza la Programmazione didattico-educativa per l’alunno disabile (PDP) prevista per l’anno scolastico in corso e redatta dagli insegnanti curriculari e dal docente di sostegno che devono tenere nel debito conto le strategie di intervento di tipo sanitario-terapeutico, familiare e sociale. Nel caso del PEI (e, quindi, della PDP), la tempistica prevede che venga preparato ad inizio anno scolastico, dopo un periodo di osservazione dell’alunno, in ogni caso non oltre novembre (o la fine del primo trimestre). Il Piano deve essere firmato da tutti i soggetti che hanno partecipato alla sua stesura, compreso i genitori, e la PDP deve contenere gli interventi didattici (con le modalità valutative) che s’intendono proporre in favore dell’alunno. Una delle caratteristiche basilari del PEI, infine, è la flessibilità, per cui esso è sottoposto a valutazione intermedia e finale.

Anche per il PEI, quindi, possiamo indicare di seguito alcune punti utili: 1. il documento deve essere redatto entro novembre, nel corso di un GLHO, dai docenti di classe o sezione, dall’insegnante di sostegno, dal personale dell’Unità Multidisciplinare e dai genitori; 2. dopo la firma deve essere protocollato e posto nel fascicolo dell’allievo e una copia deve essere data ai genitori; 3. deve contenere la PDP formulata sulla base della modulistica adottata dalla scuola; 4. il PEI deve essere sottoposto a valutazione intermedia e finale (o su base trimestrale/quadrimestrale); 5. può ricalcare un Piano elaborato nel precedente anno scolastico (concetto della continuità, utile soprattutto nelle classi ponte); 6. gli incontri del GLHO devono essere programmati, consultando l’ASL, dal Referente per il sostegno o inclusione (o FS dedicata) ed avvisando per tempo il consiglio di classe o interclasse o intersezione: tali incontri vengono presieduti dal Dirigente Scolastico o da un delegato (delega scritta).

Per concludere, infine, mi corre l’obbligo di segnalare che importanti novità (Cfr. ad esempio, il DL 13/02/2017 n. 66) riguardano l’evoluzione della funzione della DF e del PDF; in pratica il PDF, secondo i principi dell’ICF, viene assorbito dalla Diagnosi Funzionale e quest’ultima costituirà la base per una corretta formulazione del PEI su base ICF. Ne parleremo in un prossimo intervento considerata la complessità della materia e il breve respiro dello spazio a disposizione per questo piccolo contributo.

 

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