Scuola, Liuzzi (DI): “Con obbligo a 18 anni vuoto nelle botteghe”

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“L’economia italiana richiede una più ampia disponibilità di manualità e più dimestichezza con le nuove tecnologie e, pertanto, i giovani dovrebbero inserirsi prima nel mondo del lavoro senza attendere di adempiere all’obbligo formativo che il ministro Valeria Fedeli vorrebbe portare a 18 anni”. Lo dichiara il senatore Piero Liuzzi, capogruppo Gal-Direzione Italia della commissione Istruzione pubblica di Palazzo Madama.

“A tale proposito – continua – non possiamo affermare di mattina ciò che di sera smentiamo, ovvero non è coerente andare in giro per l’Italia delle confederazioni artigiane, industriali, agricole e del terziario condividendo con gli uffici studio e gli esperti di politiche attive del lavoro le autorevoli analisi sulla carenza di talenti, di manodopera specializzata e di turn over nelle botteghe e nei laboratori ed invece proporre soluzioni di ulteriore attesa per i giovani e di vuoto nei posti di lavoro”.

“Dovremmo piuttosto rispondere alla pressante domanda di rincalzi nelle botteghe artigiane – afferma Liuzzi – determinata dall’età di ingresso avanzata dei giovani nei laboratori a causa degli attuali limiti dell’obbligo scolastico, consentendo di frequentare i maestri artigiani a cui andrebbero riconosciuti incentivi in provvidenze economiche e fiscali, dotando i lavoratori di hardware e software in grado di far fronte alle crescente competitività internazionale, agevolando il trasferimento di reali saperi dagli adulti ai ragazzi”.

“Solo cosi’ – conclude Liuzzi, che è anche vice presidente del gruppo interparlamentare Piccole botteghe – si darà un contributo concreto allo sviluppo della società della conoscenza che sta a cuore del titolare del Miur e a tutti noi”.

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