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La scuola è come una prigione?

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erika di martino

di Erika di Martino, homeschooler

La scuola è come una prigione.
Questa frase è un eccesso? E’ un’analogia? Vi dico la mia.

Perché la maggior parte dei bambini non ama andare a scuola? E’ ovvio: i bambini desiderano essere liberi e la scuola li priva di questo diritto fondamentale.

Tutti desideriamo essere liberi, possiamo dirlo ad alta voce, possiamo pensarlo e basta, ma è palese che, per gli esseri umani (e non solo, il mio pensiero va agli animali da allevamento), uno dei bisogni primari sia la libertà. Purtroppo per una grande porzione della popolazione italiana la scuola è un obbligo per legge: i genitori credono di non avere alternative, difficile è trovare scuole veramente libere o decidere di fare educazione parentale.

La situazione nelle scuole sta  peggiorando di anno in anno: le classi sono sempre più numerose, gli insegnanti non offrono una continuità di relazione, i momenti di svago sono tenuti al minimo, le gite cancellate per mancanza di denaro, gli atti di bullismo sono in aumento così come i casi di disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività, dislessia e quant’altro. Vi siete chiesti come mai? I bambini a scuola non sono liberi, come credete che possano apprendere in un ambiente coercitivo?

La scuola è un ambiente anormale e artificiale. I bambini sono malleabili e sanno solitamente adattarsi, ma togliere loro la libertà li rende infelici, inattivi, incapaci di gestirsi autonomamente. Alcuni di essi si conformano, ma molti devono sopprimere il loro essere per riuscire a sopportare la routine quotidiana. Questa precoce forma si stress provoca delle conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, ma che spesso scegliamo di ignorare o minimizzare. Per la società odierna tutti devono essere scolari e coloro che non si uniformano, bambini o adolescenti che siano, sono etichettati come problematici, incapaci, perdenti e addirittura in alcuni casi essi vengono sottoposti a medicamenti per calmierare la ribellione che deriva da questo infelice stato. Non esistono alternative alla scuola che siano socialmente plausibili.

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