Home News L’Ocse demolisce gli insegnanti italiani. Alla Camera l’interrogazione alla Fedeli: “Stipendi più alti per superare la crisi”

L’Ocse demolisce gli insegnanti italiani. Alla Camera l’interrogazione alla Fedeli: “Stipendi più alti per superare la crisi”

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Al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Per sapere – premesso che: il focus pubblicato dall’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), conferma anche nel rapporto 2017 l’impoverimento progressivo dei docenti italiani; dal rapporto suindicato, emerge che, in Italia, le retribuzioni degli insegnanti sono diminuite di 7 punti percentuali dal 2004 al 2015, diversamente che negli altri Paesi europei, come ad esempio in Germania, dove gli stipendi sono cresciuti del 10 per cento, e in Irlanda dove sono incrementati del 13 per cento, mentre solo in Francia e in Grecia si registra un calo delle retribuzioni, rispettivamente del 5 per cento e del 30 per cento.

Va considerato che un docente in Italia neo assunto non supera i 1.300 euro mensili e arriva a 1.800 euro mensili a fine carriera; mentre il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e i sindacati stanno dando corso alle trattative per il rinnovo contrattuale che, secondo l’accordo del 30 novembre 2016, dovrebbe determinare un incremento di 85 euro lordi medi mensili dal 2018, ad oggi i contratti degli insegnanti restano invariati e bloccati dal 2009; il docente di ogni ordine e grado ricopre non solo un ruolo fondamentale per la crescita culturale del Paese, ma ha un ruolo socialmente ed economicamente qualificato; infatti, in molti Paesi d’Europa e del mondo, tale ruolo viene riconosciuto dallo Stato anche in termini remunerativi.

Se il Ministro interrogato intenda assumere iniziative affinché si possa arrivare ad un incremento medio degli stipendi degli insegnanti pubblici della scuola dell’infanzia e della scuola primaria di primo e secondo grado; se non ritenga necessario individuare gli strumenti necessari volti ad investire di più nei diversi sistemi dell’istruzione pubblica e, in caso affermativo, quali siano le iniziative che intende mettere in campo per migliorare le condizioni degli insegnanti e, di conseguenza, dell’offerta della scuola pubblica.

Poiché investire nell’istruzione pubblica, e quindi anche negli stipendi dei docenti, è un’occasione per superare la crisi, quali siano le ragioni per le quali, nonostante la crisi medesima e le difficoltà economiche di questi anni, le problematiche in questione siano state affrontate diversamente dall’Italia rispetto ad altri Paesi; come si intenda colmare il divario rilevantissimo tra il dato riscontrabile in Italia e la media europea riguardo agli investimenti pubblici nell’istruzione che si trasformano di fatto in conoscenza per aprire le porte del futuro dei giovani studenti di oggi.

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