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Corsi di recupero: Insegnanti e studenti sfiniti dai “debiti” scolastici

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Finito l’anno scolastico, gli insegnanti al pari dei loro alunni, vorrebbero rilassarsi e godersi un po’ di meritato relax. Purtroppo, però, questo non è sempre possibile. In quasi tutte le scuole ci sono le “pecore grigie”, studenti non bocciati né promossi che vengono rimandati a settembre. Per arrivare alla promozione, i ragazzi devono frequentare i cosiddetti “corsi di recupero”, una vera nota dolente non solo per loro ma anche per i professori.

Frequentare il proprio istituto anche in estate, dunque nei mesi più caldi dell’anno, risulta essere davvero spossante per entrambe le categorie. In primo luogo, gli studenti hanno un rifiuto psicologico nel restare in aula con un clima afoso e asfissiante; a pagarne le conseguenze è la loro attenzione, gli alunni sotto pressione non riescono ad apprendere al meglio, non a caso molti studenti considerano erroneamente il corso di recupero come una perdita di tempo che non ha un valore pratico.

Per quanto riguarda il lato professori il risultato è pressoché identico. Molti docenti sono arrivati addirittura a odiare i corsi di recupero e questo ha influenzato negativamente il loro metodo di insegnamento. Ci sono stati addirittura casi in cui i professori saltavano completamente i corsi di recupero oppure si sedevano alla cattedra senza svolgere alcuna lezione.

Ma quale può essere un modo per invertire questo trend negativo? La soluzione potrebbe arrivare soltanto se docenti e alunni collaborano insieme. Da una parte, i ragazzi dovrebbero impegnarsi di più durante l’anno scolastico, mostrando al meglio le loro capacità mentre dall’altra i professori dovrebbero essere più indulgenti, cercando di aiutare gli studenti con il giusto equilibrio, magari sperimentando anche metodologie nuove. Tuttavia, occorre ricordare che se uno studente si rifiuta di studiare i corsi di recupero potrebbero evitargli la bocciatura, apparendo quasi come una salvezza. In tal caso, bisognerebbe soltanto imboccarsi le maniche ed avere pazienza, cercando di recuperare l’ennesima “pecora grigia”.

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