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Segreterie aperte nel weekend, Uil attacca: “Il lupo perde il pelo ma non il vizio”

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Segreteria scolastica

“Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. In Puglia si continua a tagliare personale Ata, ma poi si pretende di aumentare l’attività amministrativa degli istituti scolastici. La novità, adesso, sarebbe quella di obbligare il personale amministrativo per inserire i dati delle graduatorie anche al sabato e alla domenica, in evidente violazione del contratto di lavoro e della contrattazione d’istituto. Non siamo alle comiche, siamo oltre. Ci aspettiamo da un momento all’altro la revoca delle ferie per sopraggiunti impegni di lavoro…”.
E’ la dichiarazione di Gianni Verga, Segretario generale della UIL Scuola Puglia.
“Chiederemo subito all’Ufficio Scolastico Regionale un incontro chiarificatore – continua Verga – per ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, la nostra più totale contrarietà. Non è possibile continuare con questo atteggiamento, che pretende di fare le così dette nozze con i fichi secchi. Non si possono spremere i lavoratori della scuola come fossero limoni, salvo poi non rinnovare il contratto per anni e, addirittura, confermare un deficit di personale di circa 500 unità, solo per rimanere in Puglia. Forse non è chiaro che, a queste condizioni, il regolare svolgimento dell’anno scolastico è a richio”.
“Ieri – prosegue il Segretario della UIL Scuola – abbiamo avuto la conferma di ulteriori 87 tagli all’organico ATA che si ripercuoteranno, inevitabilmente, sulla ormai insostenibile situazione che vivono le scuole pugliesi.
Tanti gli alunni persi, dai 4.378 della provincia di Bari ai 1.223 di Brindisi, in totale 11.636, situazione drammaticissima, a fronte di molte classi funzionanti che, di fatto, rendono ingestibile le scuole con collaboratori scolastici e assistenti amministrativi ormai ridotti all’osso. Inoltre, i criteri di ripartizione dei collaboratori scolastici, rispetto alla ormai elevata percentuale di abbattimento dell’organico (ben oltre il 25% previsto) in presenza delle imprese di pulizie, non è assolutamente accettabile”.
“La morale – conclude Verga – è sempre la stessa: si taglia a vanvera, e si pretende che chi resta lavori per due, per tre e addirittura per quattro. Non è ammissibile che proprio lo Stato, in un settore vitale per il Paese come quello della Scuola e della formazione, si comporti come il peggiore dei datori di lavoro”.

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