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Dopo le “traccie” arriva la “tracia”, un altro scivolone per continuare in bellezza gli esami

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In Italia abbiamo difficoltà con la parola traccia, ormai è un dato di fatto. Dopo lo strafalcione del Ministero dell’Istruzione, è la volta di Trento dove, sempre in sede d’same, ma questa volta nel test provinciale per diventare insegnanti, un commissario ha scritto “tracia” non estratta.

Dalle “traccie” alla “tracia” il passo è breve e la gaffe sta diventando virale. Come si legge sul quotidiano locale ildolomiti, basta andare su VivoScuola.it (Traccia non estratta 1) per vedere l’errore a penna. Molti docenti avevano lamentato direttamente alla testata locale, la difficoltà del test, incredibilmente complesso e selettivo.  “Addirittura – si legge – gli insegnanti lamentavano la presenza di più di quanto richiesto nelle competenze. Il paradosso, quindi, pare ancora più forte”.

tracia

Dunque, dopo le scuse ufficiali del Ministero che “incolpato” un tecnico un po’ distratto, è la volta di un ipotetico commissario che, dovendo valutare i prof, si è lasciato andare uno scivolone molto simile a quello del Miur.

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