Home News Legge 107, Fedeli pronta alla revisione della legge: “Ecco le novità dalla mobilità alla carta dei docenti”

Legge 107, Fedeli pronta alla revisione della legge: “Ecco le novità dalla mobilità alla carta dei docenti”

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valeria fedeli

La ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, è pronta a fare il ‘tagliando’ alla Buona Scuola. Come scrive Il Fatto Quotidiano la Fedeli, durante un’intervista in diretta a Radio Popolare con il direttore della Fondazione Gianni Agnelli, ha ammesso che la riforma può essere migliorata e non solo.

Stipendi più alti per gli insegnanti, incentivi a chi è costretto alla mobilità, revisione del sistema della card docenti, monitoraggio bambini bocciati alla primaria, la nascita di una piattaforma di segnalazione per i casi di abuso nell’esperienza alternanza scuola-lavoro e la correzione della Legge 107 per quanto riguarda le scuole primarie di secondo grado. Un elenco infinito per una revisione che, come annuncia il quotidiano nazionale, vedrà il primo passo mercoledì quando la Fedeli incontrerà le organizzazioni sindacali per l’avvio delle procedure di rinnovo contrattuale.

“Dobbiamo ridare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna perché è una delle professioni più importanti – dice la Fedeli -. La battaglia culturale e politica è quella di riconoscere economicamente il valore di questo mestiere. Solo così potremo avere l’architetto che sceglie di insegnare. Il 14 sarà il tema al tavolo con i sindacati: la differenza che c’è tra l’Italia e l’Europa è un punto fondamentale che va colmato”. Così scrive il Fatto e continua con l’analisi di un altro tema caldo, oltre a quello degli stipendi, cioè la mobilità.

Ricordare le cifre è importante: le domande di trasferimento, la maggior parte per tentare di scappare dall’esilio cui l’algoritmo ha costretto molti docenti, sono state un’enormià. In mezzo a tante richieste il Miur ne ha accettate, sentenze prossime escluse, circa il 42%, cioè meno della metà. La Fedeli è chiara: “Dobbiamo partire dal principio – aggiunge la ministra – che per insegnare non posso avere il posto sotto casa. Quando facciamo i contratti perché non valutiamo cosa significa la mobilità, accompagnare le persone nelle realtà dove devono andare? L’idea degli incentivi per chi si deve spostare l’ho già messa sul tavolo di tutti i soggetti sindacali”. Idea incentivi a chi è costretto a lasciare casa. Sicuramente potrebbe non bastare, soprattutto a colmare un vuoto che molti genitori “emigranti” lasceranno nei loro nuclei familiari.

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