Eurostat, Italia fanalino di coda. Il 14% dei giovani non ha conseguito il diploma

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I dati Eurostat disegnano un quadro complesso l’Italia. Secondo solo alla Romania, il Bel Paese conta 26 dottori ogni cento abitanti tra i 30 e i 34 anni. Si tratta della media peggiore tra tutti i Paesi membri UE (la Romania conta il 25,6%).

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Rispetto ai dati diffusi nel 2002, la percentuale è cresciuta nell’intera Unione, ma ciò non reca grande beneficio al nostro Paese che continua ad attestarsi agli ultimi posti. Continuiamo ad essere lontanissimi dagli obiettivi fissati da Europa 2020 quando tutti i Paesi dovrebbero arrivare alla media del 40% di laureati. “I 12,9 punti di differenza tra noi e la media europea sono davvero troppi – ha commentato il segretario generale della Uil scuola, Pino Turi – e fanno pensare che sulla Buona Scuola bisognerà ritornar. Occorre uscire dalle strettoie di una legge nata un po’ per risparmiare e un po’ per rispondere alle logiche del mercato”.

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Lituania al top
Una percentuale del 58,7 per la Lituania seguita da Lussemburgo (54,6%) e Cipro (53,4%), scrive l’ufficio statistico della Ue nel rapporto del 2016.

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Le donne

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Così come nel resto dei Paesi anche in Italia sono le donne a laurearsi in proporzione maggiore rispetto agli uomini, con il 32,5% contro il 19,9%.

Abbandono

Altro triste primato per il nostro Paese riguarda i dati dell’abbandono. L’Italia è la quinta peggiore con alle palle solo Portogallo, Romania, Spagna e Malta. Nella fascia 18-24 il 14% non ha raggiunto un diploma secondario.

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