La classe di maestra Angela: arredata e senza cattedra

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tratto da emiliaromagnamamma.it
Un’aula senza cattedra dove la maestra siede in mezzo ai bambini. Arredata come se fosse una casa. Ci sono tazze, piante, cesti porta giochi. C’è anche un angolo morbido, dove le storie si raccontano seduti per bene, comodi, per far sì che i pensieri entrino meglio. E non stiamo raccontando una storia venuta fuori dalle pagine di Mario Lodi. Arriva da Genova dove la maestra Angela ha costruito così il suo angolo didattico – per noi che leggiamo molto speciale – per i suoi alunni.
Angela Maltoni insegna alla scuola primaria da circa vent’anni,  dal 2000 è maestra all’Istituto Comprensivo Cornigliano di Genova dove si occupa anche di progetti per l’accoglienza di alunni immigrati appena arrivati in Italia.
“Ho sempre avuto aule variopinte e ricche di materiali – spiega – ma dall’anno scolastico 2008/2009, quando ho dato vita al progetto di sperimentazione didattica Insieme per un futuro più equo, ho allestito l’aula seguendo, in parte, le teorie di Celestin Freinet che coinvolgono attivamente i bambini nelle azioni didattiche. Il mio progetto prevede attività di bilinguismo, plurilinguismo e l’insegnamento secondo un curricolo interculturale in cui le differenze diventano risorsa di arricchimento reciproco. Questo ha reso necessario sfruttare anche le pareti, decorate con grandi cartelloni di alfabeti in varie lingue”.
Angela, come ha risposto il resto della scuola?
“Non sempre le scelte educative di un’insegnante vengono accolte con entusiasmo dal resto dei docenti, specie se la didattica è innovativa e rompe gli schemi tradizionali.”Schermata 2014-09-14 alle 22.04.48
Come si insegna nella sua classe?
“Aver abbracciato scelte pedagogiche e didattiche diverse è stato il motore di tante piccole ‘rivoluzioni’ nel modo di insegnare. La scelta del metodo naturale per l’acquisizione della lettura e della scrittura e l’adozione alternativa al libro di testo hanno reso necessaria la creazione di uno spazio-biblioteca multiculturale all’interno dell’aula, con testi in tante lingue e la predisposizione di scaffali dedicati a custodire oggetti stimolanti per la scoperta della scrittura. La scelta inoltre del metodo narrativo e la proposta, ogni giorno, della lettura di un libro come avvio alle attività ha portato alla creazione di un angolo morbido, con tanti cuscini colorati dove i bambini si siedono in cerchio, ascoltano il racconto ad alta voce e affrontano momenti di conversazione e discussione. La didattica di Freinet prevede anche spazi dedicati a storia, geografia, scienze, musica e matematica. Un ampio spazio raccoglie i pupazzi e le marionette che vengono utilizzati non solo per il gioco libero ma anche per le drammatizzazioni, utili a far venire fuori i vissuti personali. La scelta di lavorare in gruppo ed in modo cooperativo determina la disposizione dei banchi a isole e l’assenza della cattedra. Il materiale didattico come penne, matite, colori, gomme, è in comune, viene disposto sulle isole in contenitori e usato liberamente da tutti”.
Fa bene agli alunni?
“I bambini della mia classe sperimentale provengono da tante parti del mondo e si portano dietro la ricchezza di lingue e culture diverse. Questa modalità di lavorare in gruppo e di avere spazi liberi e coinvolgenti a disposizione li aiuta a socializzare più in fretta e a imparare ad apprezzare le diversità. La condivisione del materiale scolastico li abitua a una convivenza partecipata e accettata in cui tutti si sentono uguali”.
la classe di maestra Angela
Ci portano del loro?
“Spesso portano da casa libri, piccoli oggetti o cose che per loro sono interessanti e caratterizzano le loro culture d’origine”.
Cosa ne pensa della scuola di oggi?
“Ho sempre ritenuto che la scuola sia fatta da noi insegnanti e quindi, nel bene e nel male, rispecchia il nostro modo di intenderla”.
Un consiglio alle mamme per il primo giorno di scuola?
“E’ una grande emozione per adulti e piccini, soprattutto in prima. Posso consigliare di affrontare questo nuovo percorso con tranquillità e serenità, facendo capire ai più piccoli l’importanza di questa avventura che determinerà in qualche modo il loro futuro”.

 

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