Home News Sono utili tutti questi compiti a casa? I bambini non hanno più tempo per crescere

Sono utili tutti questi compiti a casa? I bambini non hanno più tempo per crescere

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Un papà ha rivolto un quesito a Beppe Severgnini su Italians del Corriere della Sera in merito alla mole di compiti a casa dei due figli che frequentano, rispettivamente, la prima e la terza media. Una mole secondo il genitore decisamente elevata e che non permette ai ragazzi di vivere giustamente la propria età. Ecco cosa scrive il papà.

Caro Beppe,

con un po’ di pudore mi permetto di chiederti un parere sull’annosa questione dei compiti a casa. Non sono il genitore che va a discutere con gli insegnanti e difendere a spada tratta il figliolo svogliato, anzi credo in un patto non scritto con gli insegnanti che devono essere messi in grado di svolgere la loro “missione” nel trasmettere ai ragazzi più conoscenza e competenze possibili. Io non sono in classe. Mi fido ciecamente di come l’insegnante organizza le lezioni. Però io vedo ciò che arriva a casa negli zaini dei miei ragazzi, uno in prima media l’altro in terza media.

Accavallarsi di materie, grande impegno in italiano, epica, antologia, grammatica eccetera, ma poi c’è anche matematica, geometria, inglese, tecnologia, storia, geografia e storia dell’arte (ai miei tempi si disegnava, oggi alle medie si studia storia dell’arte, pittura, architettura) e per studiarla bene ci vuole tempo. Ci sono anche i compiti in classe di religione. E’ giusto. I ragazzi vanno a scuola ed il loro impegno principale è quello di imparare e studiare.

Non vorrei passasse solo la lagna ma ti assicuro che i pomeriggi (oltre a quelli passati a scuola perché fanno alcuni rientri) non bastano più, siamo passati direttamente al dopocena. Nei giorni scorsi mio figlio mi ha detto “papà, siamo sempre seduti”, un’affermazione che ho dovuto condividere. Questi ragazzi sono sempre seduti: a scuola il mattino, a casa il pomeriggio per i compiti. Va detto che se li fai bene è necessario un determinato tempo. Se li fai tanto per farli te ne liberi con poco. Ripeto, lungi da me il lamento gratuito.

Ti chiedo solo: è utile il compito a casa in questi termini? La scuola si pone obiettivi o pensa anche alle competenze dei ragazzi? Ti assicuro che in questo modo non accendi alcuna passione per lo studio in questi ragazzi, anzi alcune materie, che potrebbero essere anche piacevoli e/o interessanti diventano invece nauseabonde. Sono troppo di parte?
Mario Ailandi

Beppe Severgnini risponde al genitore
L’insegnante che carica i ragazzi di compiti a casa non è un buon insegnante. I ragazzi devono uscire, giocare, sognare e vivere, al pomeriggio (PS Questa non è un’opinione, è un dogma).

Tratto da Italians

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