Decreti delegati della scuola, sei atti normativi emanati nel 1974 a cui ci ispiriamo

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I provvedimenti delegati sulla scuola (anche chiamati decreti delegati sulla scuola) sono una raccolta di sei atti normativi emanati in Italia tra il luglio 1973 ed il maggio 1974. Costituirono “il primo tentativo di dare una effettiva, ordinata e coerente attuazione ai principi della costituzione della Repubblica Italiana concernente la scuola statale italiana”, ed hanno rappresentato di fatto il primo testo unico organico riguardante l’istruzione non universitaria nell’Italia repubblicana.

Il corpus è composto dai seguenti sette provvedimenti (incluso uno mai entrato in vigore):

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Legge delega 30 luglio 1973, 477;
DPR 31 maggio 1974, n.416: “Istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola materna, elementare, secondaria e artistica“;
DPR 31 maggio 1974, n. 417: “Norme sullo stato giuridico del personale docente, direttivo ed ispettivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica dello Stato“;
DPR 31 maggio 1974, n. 418: “Corresponsione di un compenso per lavoro straordinario al personale ispettivo e direttivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica“;
DPR 31 maggio 1974, n. 419: “Sperimentazione e ricerca educativa, aggiornamento culturale e professionale ed istituzione dei relativi istituti“;
DPR 31 maggio 1974, 420: “Norme sullo stato giuridico del personale non insegnante statale delle scuole materne, elementari, secondarie ed artistiche“.
Personale in servizio nelle istituzioni scolastiche all’estero” (disegno di legge respinto dalla Corte dei conti e mai promulgato)

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In tema di Norme sullo stato giuridico del personale docente, direttivo ed ispettivo della scuola materna, elementare, secondaria ed artistica dello Stato, veniva stabilito quanto segue:

Il titolo I del DPR 416/1974 riguarda prevalentemente gli organi di partecipazione democratica nella scuola. Con questo decreto vengono infatti costituiti gli organi collegiali della scuola, “al fine di realizzare” dice la legge all’articolo 1 “la partecipazione nella gestione della scuola dando ad essa il carattere di una comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica”. Vengono previsti quattro livelli di partecipazione democratica: il circolo o istituto, il distretto scolastico, la provincia, infine la nazione intera. In seguito il D. lgs 233/1999 ha di fatto abolito i livelli distrettuale e provinciale, istituendo quello regionale.

Gli organi collegiali che vengono costituiti a livello di circolo e di istituto (articoli 2-8) sono il Consiglio di classe o di interclasse, il Collegio dei docenti, il Consiglio d’istituto, la Giunta esecutiva, il Consiglio di disciplina degli alunni (oggi ridenominato “Commissione disciplinare”) ed il Comitato di valutazione del servizio degli insegnanti. Tutte queste istituzioni, confermate dal Testo unico del 1994, sono ancora oggi esistenti e pienamente funzionanti. Vale la pena ricordare che i Provvedimenti Delegati istituiscono anche la figura del vicario del preside o direttore didattico, meglio noto come vicepreside, figura menzionata anche dalla legge delega 477/1973 e molto importante dal punto di vista giuridico.

L’articolo 9 dichiara istituito il distretto scolastico, un comprensorio formato dai territori di uno o più comuni, a seconda della popolazione e del numero di istituti presenti. A livello distrettuale, venne istituito il Consiglio scolastico distrettuale (articoli 11-12). Il distretto doveva essere “il perno degli organi collegiali” (De Bartolomeo), il collante tra il mondo della scuola e la realtà sociale e produttiva del territorio: tuttavia la sua spinta si esaurì ben presto, il Consiglio scolastico distrettuale fu abolito dalla riforma degli organi collegiali del 1999 e rimasero in vita formalmente fino al 31 dicembre 2001. Il personale distaccato sui distretti fu riportato nelle scuole con la legge finanziaria 2003,. Da allora il termine distretto scolastico indica semplicemente un’area geografica comprendente alcune scuole.

Anche Consiglio scolastico provinciale, istituito con gli articoli 13-15, fu poi soppresso. Anche questo organismo fu abolito dalla riforma del 1999, e sostituito con il Consiglio scolastico regionale, organo dell’Ufficio scolastico regionale.

A livello nazionale, invece, i provvedimenti delegati istituirono il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (articolo 16), che doveva assommare le funzioni del Consiglio superiore della pubblica istruzione (fondato nel 1859), del Consiglio superiore delle antichità e belle arti (fondato nel 1907) e del Consiglio di disciplina (fondato nel 1947). Questo organismo consultivo del Ministero della Pubblica Istruzione fu sostituito dalla riforma del 1999 con un nuovo Consiglio superiore della pubblica istruzione, più snello (i componenti risultavano dimezzati): tuttavia la sostituzione non è mai avvenuta di fatto, ed il Consiglio nazionale esiste attualmente, svolgendo il suo ruolo consultivo ed informativo presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Il DPR 416/1974 inoltre dettava le norme circa lo svolgimento delle elezioni degli organi collegiali (articoli 20-24), recepite ed aggiornate dall’ordinanza ministeriale nº 215 del 15 luglio 1991 e dal Testo unico del 1994, e pertanto tuttora vigenti.

Infine il decreto presidenziale stabilisce il principio dell’autonomia amministrativa delle scuole (art. 25) ed impone la costituzione di un albo pubblico d’istituto o di circolo (art. 27).

Il titolo II istituisce un altro istituto caratteristico della partecipazione democratica alla vita della scuola, le assemblee degli studenti (di classe o di istituto) e dei genitori. L’articolo 42 riconosce il diritto di assemblea, fino al 1974 larvatamente concesso dai presidi. Le norme sulle assemblee sono state riprese dal Testo unico in materia di istruzione (articoli 12-15) e continuano ad essere rispettate in tutte le scuole italiane.

L’impegno finanziario dello Stato per l’attuazione di questo primo DPR ammontò a 1000 milioni di lire. La data di entrata in vigore fu fissata al 1º ottobre.

 

fonte: Wiki

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