Nuova mobilità, docenti a rischio. Servono maggiori abilitazioni

3  min di lettura

Con la nuova mobilità, le preoccupazioni dei docenti non fanno che aumentare. Dal 1° settembre 2018, infatti, chi si sposta rischia quasi tutto perdendo la titolarità per sempre. La mobilità si svolgerà infatti solo su ambiti territoriali senza alcun tipo di ulteriore possibilità.

Per evitare la drammatica possibilità di dover affrontare oltre 200 chilometri al giorno, in caso di sopraggiunta soprannumerarietà, i docenti farebbero bene ad aprirsi a maggiori abilitazioni o un’abilitazione il più possibile “larga” così da avere una possibilità più elevata di impiego in una scuola vicina.

In particolar modo, si legge su tecnicadellascuola,it, è il caso di chi insegna materie tecniche alle superiori. Non solo, però. Dal momento che il cambiamento riguarderà proprio tutti, ci si troverà a perdere alunni e ore di insegnamento al punto di dover chiedere il trasferimento.

Per abilitazione più larga si intende, ad esempio, la possibilità del docente di matematica di spostarsi sulle ore libere di fisica.

Nel caso questo non avvenga, il docente nella domanda di trasferimento farebbe bene ad indicare le altre abilitazioni che possiede.

Ai fini della scelta, infine, i dirigenti prenderanno visione dei cv. A tal proposito faranno la differenza i corsi di aggiornamento svolti, i titoli accademici o le attività sociali o di volontariato.

I commenti sono chiusi.