In arrivo pacchetto pensioni, 14esima per i meno abbienti e flessibilità in uscita. Insegnanti ancora in bilico

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Arriva il pacchetto pensioni. Ma non ci saranno molti soldi e per i lavoratori della Scuola non sembrano esserci troppe piacevoli sorprese. Sembra che le risorse finali per il pacchetto pensioni si ridurranno a 1,5 miliardi rispetto ai 2 miliardi finora ipotizzati. Tra le novità dovrebbero essere confermate le due misure per chi è già in pensione e vive con un assegno modesto. Le 14esime verranno estese a circa 1,2 milioni di pensionati tra i 750 e i 1.000 euro netti al mese e saranno pagate su tre fasce di reddito, come quelle già in vigore, a seconda degli anni di contribuzione del beneficiario. Circa 260 milioni serviranno invece per l’allineamento della “no tax area” a quella dei lavoratori dipendenti (alzando il tetto per tutti i pensionati a 8.124 euro contro quello di 7.750 euro annui riconosciuto agli under 75. Per quanto riguarda le nuove flessibilità in uscita l’Apesocial dovrebbe essere riconosciuta non solo ai 61-63enni (con 20 anni di contributi) disoccupati e senza ammortizzatore sociale o con gravi carichi familiari. Entrerebbero in questo anticipo con finanziamento bancario assicurato e rimborso gratuito (fino a 1.500 euro di pensione; la quota superiore a questa soglia farà da base per il calcolo del costo del rimborso agevolato) anche lavoratori impegnati in mansioni a rischio come gli operai edili, i macchinisti e probabilmente anche il personale marittimo imbarcato. L’Ape social, che costerebbe 5-600 milioni, verrebbe riconosciuta con un meccanismo a esaurimento risorse, nei primi due anni di sperimentazione, e non con una norma che riconosce fin da subito un diritto pieno ai beneficiari, opzione quest’ultima giudicata a rischio visto la categorialità della misura. Le altre due forme di anticipo non dovrebbero cambiare: la volontaria sarà onerosa per i beneficiari con un abbattimento fiscale solo parziale mentre l’Ape aziendale, utilizzabile nelle situazioni di crisi o ristrutturazioni aziendali, sarà a carico dei datori di lavoro.

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