Chiamata diretta dei presidi, gli uomini dell’anticorruzione chiamati a vigilare

4  min di lettura

Sulla chiamata diretta vigileranno gli uomini dell’Anticorruzione. E così anche la buona scuola finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’autorità gestita da Raffaele Cantone, come se fosse un Expò qualsiasi. Questo perché la discrezionalità affidata come potere ai dirigenti scolastici ha messo in guardia su possibili tentativi corruttivi. D’altronde basterebbe un po’ di onestà intellettuale per ammettere che il rischio è sempre dietro l’angolo. E ad agosto, pur nell’apparente tranquillità, nel corso della prima tornata ufficiale del nuovo sistema a chiamata diretta, non sono mancati i malumori tra i docenti. C’è chi ha raccontato di aver dovuto rispondere su domande relative al proprio menage familiare, chi sui propri desideri economici, chi come una ragazza napoletana ha dovuto rassicurare la propria futura dirigente che non aveva intenzione di programmare nell’innediato futuro una gravidanza. Un po’ come fanno i piccoli imprenditori o i professionisti quando devono assumere una segretaria. Ma comde funziona in concreto questa chiamata diretta? Per consentire ai dirigenti scolastici di reclutare i docenti più adatti alla propria scuola  (con esperienza di aree a rischio, abituati a lavorare contro la dispersione scolastica o con alunni Bes (con Bisogni educativi speciali), specializzati delle lingue straniere o nella didattica digitale, tanto per fare qualche esempio) la legge di riforma ha messo in piedi questo meccanismo: per prima cosa, gli assunti nel 2015/2016 e parte di coloro che chiedono trasferimento in un’altra regione sono stati assegnati ad uno dei 319 Ambiti territoriali in cui è stato suddiviso il territorio nazionale. A questo punto, entrano in gioco i presidi, che vagliando le candidature dei docenti e dopo avere consultato il loro curriculum, propongono ai prescelti un incarico triennale nella propria scuola. E da questo momento in poi entrano in azione anche gli 007 di cantone, con la speranza che tra qualche settimana non si nritrovi la faccia di uno/a preside che accompagna la foto di un grave atto di corruttela. Fidarsi è sempre difficile in certi casi….

I commenti sono chiusi.