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Maestre d’infanzia, in arrivo l’ennesima beffa.

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L’ennesima delusione nelle pieghe della Buona Scuola: questa volta è essere colpite sono larga parte delle ventimila maestre d’infanzia in attesa di un posto di lavoro. L’ennesima amara scoperta ferragostana con il blocco Gm2012 in cui quasi un terzo (455 su 1732) di esse pur essendo idonee non avrà alcuna possibilità di accedere alla tanto agognata cattedra. Al danno si potrebbe aggiungere la beffa quando alla fine del concorso 2016 le iscritte al precedente bando, il 2012 appunto, scadranno. Chi per quella data, tra le “Gm”, non avrà una docenza di ruolo non l’avrà più. Senza alcuna possibilità di ripensamento o di exit strategy. A questo, poi, si potrebbe aggiungere che sul fronte Gae l’arrivo in massa dei diplomati magistrali, immessi grazie alla decisione del Consiglio di Stato, sta ritardando l’assunzione di chi attende anche da un ventennio.

Occorre dire, a onor del vero, che la vicende delle maestre d’infanzia è una vicenda complessa. Anche se, come spesso accade in Italia sembrava essere stata chairita nella scorsa primavera, salvo ritornare prepotentemente in auge dopo gli ultimi interventi degli Uffici scolastici regionali. E in sei regioni sono concentrate le iscritte fuori ruolo: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Abruzzo e Lazio. Ma è in Sicilia, calabria e Campania che ci sono le problematiche più rilevanti: qui i posti disponibili sono 66 a fronte di quasi 1500 candidature. I sindacati hanno verificato che neppure con l’interregionalità e la protezione al 15 per cento ci saranno cattedre a sufficienza. Le tabelle dicono, appunto, che 455 “Gm infanzia” resteranno fuori. Il Miur non ha confermato i numeri, ma ha fatto sapere che si sta lavorando per risolvere la questione.

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